Cinema e teatro
Il tempo è il vero protagonista del film "Gli anni più belli" di Gabriele Muccino. Importante è anche il valore dell'amicizia tra sogni, delusioni, amori, tradimenti, speranze e fallimenti di un'intera generazione.
Francesca Sirignani

“Gli anni più belli”, il film diretto da Gabriele Muccino, è la storia di un gruppo di quattro amici, formato da Giulio (Pierfrancesco Favino), Gemma (Micaela Ramazzotti), Paolo (Kim Rossi Stuart) e Riccardo (Claudio Santamaria) raccontata nell'arco di quarant'anni, dal 1980 ad oggi, dall'adolescenza all'età adulta. Le loro speranze, le loro delusioni, i loro successi e fallimenti sono l'intreccio di una grande storia di amicizia e amore attraverso cui si raccontano anche l'Italia e gli italiani. Un grande affresco che racconta chi siamo, da dove veniamo e anche dove andremo e chi saranno i nostri figli. È il grande cerchio della vita che si ripete con le stesse dinamiche nonostante sullo sfondo scorrano anni e anche epoche differenti.

Complici  sono anche le interpretazioni  dei giovani attori, presentati dal regista Gabriele Muccino, sabato 15 febbraio ‘20 al Cinema Aquila di Roma, che riescono regalare a ciascun personaggio degli interpreti principali (Kim Rossi Stuart, Claudio Santamaria, Pierfrancesco Favino e Micaela Ramazzotti) una fragilità straordinariamente umana.

Il film stesso è un inno all’amore e a tutti gli errori che si possono commettere quando si vivono le proprie le relazioni sentimentali. Il tempo però dimostra come sia una panacea per tutto il male che ci si può fare gli uni con gli altri, a patto che si abbia il coraggio di riflettere e di confrontarsi con chi ha condiviso parte della propria vita. Non è un caso che a coronare il film sia la canzone omonima  “Gli anni più belli”  scritta appositamente da Claudio Baglioni.

Sul set del film anche la Cantante Emma Marrone stupisce per la sua bravura nel ruolo di moglie di  Riccardo (Claudio Santamaria). Dalla loro unione nascerà  un figlio, che in seguito lei porterà via con sé a causa del fallimento del loro matrimonio. La frustrazione dei propri sogni svaniti la porterà a nutrire un risentimento inestinguibile nei confronti di Riccardo arrivando a impedirgli di frequentare il figlio.

Gli anni passano e i quattro amici prendono strade diverse da quelle immaginate in gioventù. Riccardo tenta la carriera di giornalista e di critico cinematografico, Paolo ottiene una cattedra di professore di italiano dopo tanti anni di precariato, Giulio diventa un noto e stimato avvocato e Gemma finalmente troverà il coraggio di gestire un bar all’interno del Teatro dell’Opera.

Riuniti dopo tanti anni,  i quattro amici si ritrovano ancora una volta insieme per ricordare i momenti di gioia e quelli che hanno messo duramente alla prova la loro amicizia e brindano ancora una volta "Alle cose che ci fanno stare bene".

Francesca Sirignani

 

Francesca Sirignani

Giornalista pubblicista specializzata in tematiche turistiche ed europee. Ha conseguito una laurea in Giurisprudenza e, dopo aver ottenuto la seconda laurea in Studi Europei ed Internazionali, ha approfondito la conoscenza dell’inglese e del francese viaggiando e frequentando corsi linguistici all’estero. Collabora con diversi un periodici specializzati in viaggi e rivolti a chi è appassionato di turismo, cultura ed enogastronomia. Si è occupata anche della redazione dei magazine dell‘ Hotel Indigo St. George, un boutique hotel 5 stelle lusso di Roma. La passione che nutre per le culture, le tradizioni e i paesaggi di altri popoli l’hanno sempre portata a viaggiare e a fotografare molti Paesi.

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