Arte e cultura
Diversi programmi si sono alternati fino a quando sono stati riconvertiti e veicolati verso il recupero della vocazione artistica promossa nel 2018 da Roberto Bilotti
Sergio Ferroni

Case d'artista e poli culturali privati.

Foto cover: Mimma Pisani e Roberto Bilotti 2018 mostra "Il cibo interpretato" Museo Bilotti

Riparte la progettazione architettonica volta a disegnare l’assetto futuro del borghetto di via Paolo Caselli, a Testaccio, proprio di fronte all’ingresso del cimitero Acattolico, all'ombra della Piramide Cestia, sull’area, di proprietà del Comune.  La riorganizzazione del Patrimonio capitolino prevede la demolizione di una serie di manufatti abusivi che qui sorgono dal dopoguerra alcuni dei quali erano studi di artisti e di artigiani.

Diversi programmi si sono alternati fino a quando sono stati riconvertiti e veicolati verso il recupero della vocazione artistica promossa nel 2018 da Roberto Bilotti. Da quando si è fatto promotore della tutela dello studio casa di artista di Vettor Pisani che in uno di questi edifici ha lavorato per decenni, anch'esso destinato alla demolizione. Il Codice dei Beni Culturali, infatti, agli artt. 11 e 51 include gli studi di artista quali luoghi di creatività e culturalità. Bilotti ha portato all'attenzione della Soprintendenza di Stato questa realtà che, accertatone il valore testimoniale, ha avviato il procedimento di vincolo del compendio immobiliare e mobiliare (MIBACT SP LAZ Prot. 5915 11.7.2018) che salva questa realtà e a sua anima artistica.

La mostra "Il cibo interpretato" al Museo Bilotti curata da Mimma e Luciana Pisani, moglie e sorella dell'artista, è stata l'occasione per catalizzare l'attenzione sul percorso dell'importante artista Vettor Pisani (Bari 1934 - Roma 2011), dal suo primo ciclo di opere Studi su Marcel Duchamp (1965), l'attività teatrale iniziata nel garage di Villa Borghese alla partecipazione ripetuta alla Biennale di Venezia nel 1976 con "Theatrum", un labirinto, un analogo del reale, secondo la cultura ermetica ed esoterica. La ricerca di Pisani è  anche nell'appropriarsi di elementi desunti da altri artisti, in particolare  Duchamp, Klein, Beuys e dalla storia dell'arte, reinventandoli mediante la citazione.

Già nel 2009 Roberto Bilotti ha iniziato ad appassionarsi e familiarizzare con le opere di Vettor Pisani al Museo Bilotti quando con Augusta Monferini,  l' Assessorato alle Politiche Culturali e con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura, ha promosso la mostra Speculazioni d'artista, Quattro generazioni allo specchio una ricognizione sulle immagini riflesse con opere di Vettor Pisani. Maurizio Calvesi nel 1973 scriveva una critica densa di suggestioni, Vettor Pisani "l'Eroe da camera tutte le parole dal silenzio di Duchamp al rumore di Beuys".

La creatività artistica non è casuale, spesso è ispirata dal luogo è questo ne è esempio emblematico, scenario ispirativo di elaborazione intellettuale e di realizzazione materiale. Storia, mito, funzione e simbolismo della Piramide e il cimitero acattolico sono stati d'impulso all'indagane onirica e magnetica: La morte abita l’uomo, è la sua propria essenza. Resta la palpitante promessa del ricominciamento, ma altrove. Dall'atmosfera rarefatta e silente, misteriosa e ipnotica sono generate opere meditative, criptiche e rivelatrici, volte a neutralizzarne la carica mortifera evocando gli stati d'animo con rimandi culturali secondo il principio metaforico dell'analogia e l'alchimia, sacralità e magia. Salvato lo studio artistico quale officina di idee,  laboratorio di sperimentazione, universo creato da Vettor e Mimma Pisani insieme ad artigiani formatori e fonditori mediante la convergenza delle forze pubbliche e private con il sostegno essenziale delle istituzioni. Un consistente numero di opere costituisce la "Sala Vettor Pisani" nel "Museo di Arte Contemporanea Roberto Bilotti Ruggi d'Aragona" nel castello di Rende nel borgo "Cittadella dell'Arte" sopra l'Università della Calabria generosamente donato da Mimma e Luciana Pisani.  Con il supporto pubblico questi luoghi privati possono vivere in perpetuo conservando la loro identità di centri di cultura e le istituzioni possono essere garanti di continuità rispetto la limitazione dell'organizzazione privata legata alle vicende umane. Il Ministro Sangiuliano persegue questa strategia, ponendo grande attenzione alla valorizzazione delle case private culturali con il sostegno pubblico.  A Roma ricordiamo altre entità di matrice privata, la Casa-museo di Giorgio de Chirico in Piazza di Spagna aperta al pubblico nel 1998 con la collezione di dipinti che va dalla fine degli anni Venti sino a metà anni Settanta. Nel 1952 a questa porta suonava il diciottenne Carlo Bilotti che acquistava per 100.000 lire il primo disegno di de Chirico. Il Maestro, commosso dalla giovane passione, gliene regalò un secondo. Da quel giorno Bilotti divenne fervido collezionista dechirichiano da cui deriva il nucleo centrale della dotazione del Museo Bilotti dove sono esposti, tra l'altro, quei disegni.  

La Casa di Goethe in  Via del Corso 18, è dedicata a Johann Wolfgang von Goethe ed al suo Viaggio in Italia, compiuto dal 1786 al 1788 curata dall'istituzione Arbeitskreis selbständiger Kultur-Institute di Bonn, finanziata dalla Incaricata del Governo Federale per la Cultura e i Media.   l Museo Mario Praz di Roma è una casa-museo contenente oltre 1200 oggetti collezionati da Mario Praz nell'arco della sua vita. Il Ministero della cultura lo gestisce tramite il Polo museale del Lazio dal dicembre 2014 al dicembre 2019, e dal 2019 tramite la Direzione Musei statali di Roma.

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