Arte e cultura
Al MAXXI di Roma una grande mostra collettiva racconta la persistenza del Francescanesimo nell’arte contemporanea tra essenzialità, natura e apparizioni del sacro
Francesca de Paolis

Un’estate al MAXXI: San Francesco tra Creature e creatori

Dall’esposizione del più antico ritratto noto di San Francesco a Santa Maria degli Angeli alla prima ostensione delle sue spoglie mortali nella Basilica di Assisi,il 2026 celebra l’ottavo Centenario del Santo con un susseguirsi di eventi e mostre diffuse in tutta Italia.  In questo quadro rientra Creature e creatori. San Francesco e l'arte contemporanea. Una vasta collettiva visitabile ancora per tutta l’estate e fino al 20 settembre 2026, a cura di Beatrice Buscaroli negli spazi dell'Extra MAXXI di Roma.

Ventinove artisti, provenienti da esperienze, codici espressivi e generazioni differenti si incontrano lungo un iter polifonico e compatto, celebrando la natura terrena e spirituale del Cantore del Creato.  I libri cuciti di Maria Lai, l’ Achrome su tela di Manzoni, la Tempera di Vasco Bendini, la Ragnatela di Germano Sartelli, la rarefatta natura morta morandiana e la nera iuta di Burri narrano di un Francescanesimo dell’arte.

Nelle loro differenti declinazioni formali riecheggia l’atto della spoliazione come tensione verso l’essenzialità e la contemplazione. Una tensione che si riverbera nel grande trittico di Canevari, Monumenti della Memoria, dove l’astrazione della forma e la luce aurea si condensano nella visione di una trinità di porte paradisiache.  San Francesco è fratello eletto della Natura, come rammentano le Spighe a inchiostro di Stefano Arienti, le foglie di tabacco e le piume di Calzolari, i mirabili scatti di paesaggio di Giacomelli, il bambù della raffinata installazione di Bruna Esposito. E ancora i lupi e le aquile di Rivalta, l’animale notturno di Schifano, l’elefante bronzeo e i fiori in ceramica di Bertozzi & Casoni.

Che il Serafico Padre sia legato alla prima rappresentazione del presepe vivente a Greccio (nel 1223) lo ricordano, invece, le piccole sculture composite di Chiara Camoni, protagonista del Padiglione Italia alla turbinosa Biennale di quest’anno. Tra le vibranti iconografie del Poverello su grande formato — realizzate dagli artisti chiamati a portare opere site specific — spicca un tema nuovo, che da Camoni slitta nella fotografia installativa di Jacopo Benassi, Cristo morto, fino a toccare il Crudo sasso di Nicola Samorì. È il tema del Parvulus: il piccolo, creatura tra le creature.

Dall’esplosione cromatica dell’ultima parete della mostra, affiora il silenzio misurato dell’onice rosa geodata sulla quale Samorì riporta un San Francesco antico, di mirabile ascendenza riberesca.  Un simulacro che chiude idealmente il cerchio del percorso espositivo riconducendolo al tema di apertura: la meditazione.

    Francesca de Paolis

Francesca de Paolis è critica d’arte e curatrice indipendente. Scrive da anni per riviste e webzine dedicate all'arte e alla cultura. È scrittrice e ghostwriter e collabora occasionalmente con l’Accademia di Belle Arti di Roma nell’ambito di attività seminariali e progettuali.

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