Arte e cultura
Sergio Ferroni
“Where Do We Belong?”
Dal 25 settembre al 9 novembre 2026, Mucciaccia Gallery presenta a Roma, negli spazi di via Laurina 31, “Where Do We Belong?”, mostra personale dell’artista indonesiano Suanjaya Kencut (1994, Badung, Bali). La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale, con un saggio critico di Maria Vittoria Pinotti e un’intervista di Gaia Regoli all’artista. Le 27 opere in mostra – 15 acrilici su tela e 12 sculture in vetroresina – esplorano l’universo policromo dell’artista, dando vita a un gioco di specchi in cui l'osservatore è invitato a riscoprire i propri ricordi.
Attraverso la staticità enigmatica delle sue figure – bambole innocenti e apparentemente prive di espressione, calate in scenari e posture di vita quotidiana – Kencut trasforma lo spazio espositivo in un palcoscenico intimo e condiviso, dove il silenzio dei personaggi diventa un invito a completare, con la propria sensibilità, narrazioni lasciate intenzionalmente in sospeso.
La ricerca di Suanjaya Kencut è profondamente influenzata dalla sua terra d’origine e dall’eredità culturale balinese, che l’artista rielabora e fonde con il linguaggio dell’arte contemporanea. Il suo personale “archivio subconscio di ricordi” prende forma nei soggetti ricorrenti delle sue opere e trae origine, in particolare, dal fascino esercitato dalle imponenti marionette protagoniste delle tradizionali danze Barong, rappresentazioni rituali che accompagnano le principali cerimonie induiste di Bali.
Motivi ripetitivi, cromatismi vibranti ed elementi pop richiamano i raffinati intagli ornamentali, i tessuti e gli arredi sacri che decorano i templi balinesi, intrecciandosi con un marcato interesse per il fashion design contemporaneo.
Sostituendo gli occhi dei personaggi con bottoni – tradizionalmente considerati la “finestra dell’anima” – Kencut costruisce un ponte fisico ed emotivo tra artista, opera e spettatore. Il pubblico è così chiamato a interpretare l’universo emotivo di ciascuna figura, trasformando l’osservazione in un’esperienza profondamente personale.
Nel suo saggio in catalogo, Maria Vittoria Pinotti sintetizza: “Sebbene la pittura di Suanjaya Kencut ritragga azioni tratte dalla quotidianità, evoca una dimensione sospesa e parallela a quella reale. Attraverso una pittura profondamente narrativa, intesa come pratica ancestrale del racconto, l’artista attraversa i confini e i paesaggi di un territorio surreale, originato dalle proprie memorie legate all’infanzia trascorsa a Bali. Nella sua ricerca emerge una necessità della pittura contemporanea: l’esigenza del racconto, inteso sia come una costruzione fantastica sia come un’acuta riflessione legata a eventi, esperienze e trasformazioni del presente. In un’epoca attuale come la nostra, segnata da migrazioni, identità sospese e dalla progressiva erosione dei confini culturali e geografici, Suanjaya Kencut propone una personale chiave di lettura, un piccolo atlante di territori da scoprire attraverso uno sguardo visionario e ludico, ma non per questo superficiale”.
Suanjaya Kencut (1994, Badung, Bali) vive e lavora a Yogyakarta (Indonesia).
Molte le mostre personali, tra le più recenti si ricordano: I Trip Therefore I Am, Thinkspace, Los Angeles (2025); Pop Fractal, Baik Art, Jakarta (2024); Beyond the Wall, Gana Art, Seoul (2024); Re-Charge, Volery Gallery, Dubai (2024); Guardian Galaxy with GR Gallery NY, Context Art Miami (2023); Inner Child, Noblesse Collection, Seoul (2023); Social Circle, GR Gallery, New York (2023); Unlimited Frames, Lorin Gallery, Los Angeles (2022). Il suo lavoro è stato inoltre esposto all'interno di diverse mostre collettive in molti paesi in tutto il mondo, tra cui Germania, Spagna, Paesi Bassi e Regno Unito e poi Cina, Corea del Sud, Giappone, Indonesia, Hong Kong e Taiwan.
Opening giovedì 24 settembre 2026 | ore 18.00
Roma, Via Laurina 31
Info: +39 0679783647|roma@mucciaccia.com |www.mucciaccia.com
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