Arte e cultura
Sergio Ferroni
Due Opere
La mostra nasce dall’idea del dialogo come dispositivo critico e immaginativo. Il progetto presenta venti opere provenienti dalla collezione di Camilla Grimaldi e suo padre Vittorio, ciascuna messa in relazione con un artista contemporaneo.
La mostra include figure centrali della storia dell’arte come Louise Bourgeois, Joseph Albers, Ettore Spalletti, Giorgio de Chirico, e artisti emergenti come Iva Drekalovic, Filippo Scorcucchi, Carla Giaccio Darias, Andrea Sostero. Immaginare ciò che due artisti potrebbero dirsi significa infatti attivare una forma di ascolto. Non un ascolto orientato alla risoluzione del significato, ma alla possibilità di sostare nelle relazioni, nelle ambiguità, nelle distanze che le opere aprono tra loro.
“Due Opere” sospende ogni gerarchia stabile, costruendo uno spazio relazionale in cui storico e contemporaneo si interrogano reciprocamente. Le venti coppie che emergono non si fondano su corrispondenze cronologiche o formali, ma su risonanze più sottili: tensioni condivise, prossimità inattese e divergenze capaci di produrre nuove possibilità di lettura. Dialoghi immaginari ideati dalla curatrice accompagnano le opere in mostra, dando forma a una pratica narrativa sperimentale.
Gli/le artisti/e in mostra: Joseph Albers, Lichene, Louise Bourgeois, Iva Drekalovic, James Castle, Flavio Favelli, Eduardo Chillida, Spinebianche, Gianfranco Zappettini, Klim Kutsevskyy, Giorgio de Chirico, Carla Giaccio Darias, Giorgio Griffa, Alejandra Varela Perera, Tano Festa, Andrea Sostero, Erich Heckel, Selin Uyar, Sol LeWitt, Domingo Milella, Gino Marotta, Ala d’Amico, Piero Marussig, Laura Lentinsky, Fausto Melotti, Alfonso Fratteggiani Bianchi, Nino Migliori, Joachim Brohm, Alex Mlynárcik, Lorenzo Trivelli & Francesca Passacantando, Mario Schifano, Nicholas Sagni, Ettore Spalletti, Filippo Scorcucchi, Marco Tirelli, Cristián Fernández Ocampo, Vedovamazzei, Michela Picchi, Luigi Veronesi, Damiano Tata.
Ala d'Amico (1985) è un'artista italo-brasiliana e fondatrice di ORME, uno studio sperimentale di stampa d'arte. Le sue opere serigrafiche si appropriano e trasformano immagini provenienti da archivi, media e collezioni personali. Formatasi alla School of Visual Arts di New York, indaga la vita incerta delle immagini attraverso ripetizione, spostamento e trasformazione materiale, esplorando ambiguità, memoria e la soglia tra familiarità ed estraneità. Mostre recenti: Memoriae, Museo dell'Orto Botanico di Roma (2024); Erbacce, IUNO, Roma (2023); Fragments, La Frontière, Parigi (2017).
Josef Albers (1888–1976) è stato un artista e docente tedesco-americano, figura centrale del Bauhaus e del Black Mountain College. Celebre per la serie Omaggio al Quadrato, ha rivoluzionato lo studio delle interazioni cromatiche, indagando come la percezione del colore muti in relazione al contesto e alle relazioni spaziali. Il suo approccio sistematico ha trasformato la pittura in un'indagine sperimentale sulla visione, influenzando generazioni di artisti. Mostre recenti: Josef Albers: Meditations, Villa Panza, Varese (2026); Josef Albers: Duets, David Zwirner, Los Angeles e Parigi (2026); Affinities: Anni Albers, Josef Albers, Paul Klee, David Zwirner, New York (2025).
Alfonso Fratteggiani Bianchi (1952) è un artista italiano attivo in Umbria, noto per l'uso di pigmento puro in polvere steso a mano direttamente sulla pietra serena, senza leganti né colle. La sua pratica concentra l'attenzione sul colore come presenza fisica, percettiva e contemplativa: attraverso superfici monocrome, indaga il colore come sostanza materiale ed esperienza spaziale silenziosa. Il lavoro riduce la pittura all'incontro essenziale tra pigmento, pietra, luce e percezione dello spettatore. Mostre recenti: MONOCROMO, Camilla Grimaldi Gallery (2024); Renate Bender ad art KARLSRUHE (2023); Monochrom II, Sebastian Fath Contemporary (2019).
Louise Bourgeois (1911–2010) è stata un'artista franco-americana le cui sculture, installazioni e disegni hanno esplorato memoria, trauma, sessualità e corpo. Le sue opere, psicologicamente intense, occupano un ruolo centrale nella storia dell'arte femminista e contemporanea; è celebre soprattutto per le monumentali sculture a forma di ragno. Bourgeois trasformava ricordi personali e stati emotivi in forme scultoree simboliche, rivelando vulnerabilità, desiderio e tensione attraverso la sperimentazione materiale. Mostre recenti: The Woven Child, Hayward Gallery, Londra; Retrospective, Guggenheim Bilbao; An Unfolding Portrait, The Metropolitan Museum of Art, New York.
Joachim Brohm (1955) è un fotografo tedesco associato alla Scuola di Düsseldorf. Le sue fotografie a colori di grande formato esplorano paesaggi urbani, architettura e trasformazione sociale, contribuendo all'affermazione della fotografia a colori nell'arte contemporanea europea. Osserva gli ambienti quotidiani come luoghi di cambiamento storico, rivelando sottili tensioni tra architettura, memoria e presenza umana. Mostre recenti: Encounters with the Photographic, Pinakothek der Moderne, Monaco (2025); Challenged Togetherness Anniversary Exhibition, Kunstmuseum Magdeburg (2025); Concrete – Photography and Architecture, Fotomuseum Winterthur (2013).
James Castle (1899–1977) è stato un artista autodidatta americano — sordo dalla nascita — noto per disegni, libri fatti a mano e costruzioni realizzate con materiali trovati. Lavorando in isolamento nell'Idaho rurale, ha sviluppato un linguaggio visivo unico radicato nella memoria e nell'osservazione quotidiana. Il suo lavoro, oggi considerato fondamentale nell'ambito dell'outsider art, trasforma materiali umili in mondi visivi intricati che testimoniano il potere dell'immaginazione al di fuori dei sistemi artistici ufficiali. Mostre recenti: Memory Palace, Philadelphia Museum of Art; retrospettive al Museo Reina Sofía, Madrid, e all'ICA Philadelphia.
Eduardo Chillida (1924–2002) è stato uno scultore spagnolo riconosciuto a livello internazionale per le opere monumentali in ferro, acciaio e pietra. La sua pratica ha esplorato spazio, gravità e materialità attraverso forme astratte, concependo la scultura come dialogo tra massa, vuoto e paesaggio. Le sue opere indagano il modo in cui la forma modella la percezione umana dello spazio e del silenzio, rendendolo uno degli scultori più influenti del Novecento. Mostre recenti: Eduardo Chillida, Galerie Lelong & Co., Parigi (2025); Retrospective, Guggenheim Bilbao (2024); Chillida Leku Museum, Hernani (2023).
Giorgio de Chirico (1888–1978) è stato un pittore italiano e fondatore della Pittura Metafisica. Le sue enigmatiche piazze, i manichini e le composizioni oniriche hanno influenzato profondamente il Surrealismo e l'arte del Novecento, esplorando memoria, mitologia e inquietudine esistenziale. De Chirico creava spazi simbolici sospesi fuori dal tempo, trasformando architetture e oggetti in riflessioni metafisiche sul mistero e la solitudine. Mostre recenti: La Metafisica della Creazione, Palazzo Reale, Milano (2023); Giorgio de Chirico, Fondation Beyeler, Basilea (2024); Il volto della Metafisica, GAM Torino (2024).
Iva Drekalovic (1995) è una ceramista la cui pratica scultorea combina terracotta e terraglia smaltata attraverso complessi processi di cottura. Traendo ispirazione da oggetti domestici e interni tradizionali di Sarajevo, le sue opere verticali evocano memoria, rituale e spazi femminili attraverso superfici che bilanciano fragilità e densità materica. Drekalovic trasforma riferimenti domestici quotidiani in forme scultoree cariche di memoria emotiva e culturale, indagando il rapporto tra ornamento, nostalgia e lavoro domestico invisibile. Mostre recenti: Broken Tales, Metaprog, Milano (2025); SPAJK, Kuboraum Gallery, Milano (2025); Mercati in Mostra, Operativa Arte Contemporanea, Roma (2025); personale, Present Tense Gallery, Londra (2026).
Flavio Favelli (1967) è un artista italiano le cui installazioni e assemblaggi indagano memoria, spazio domestico e cultura visiva italiana. Utilizzando mobili recuperati, oggetti e materiali commerciali, crea ambienti emotivamente intensi che riflettono sulla storia collettiva e sulla nostalgia personale. Il suo lavoro trasforma oggetti scartati in narrazioni frammentate su memoria, classe e identità, rivelando come la cultura materiale preservi tracce emotive e politiche. Mostre recenti: Flavio Favelli, MAXXI, Roma (2024); Gli Angeli degli Eroi, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino (2022); Padiglione Italiano, 50ª Biennale di Venezia (2003).
Cristián Fernandez Ocampo (1987) è un artista argentino attivo tra Buenos Aires e Londra. I suoi dipinti a olio indagano luce, ombra e gravità attraverso composizioni atmosferiche influenzate dal cinema noir e dalla letteratura, costruendo spazi sospesi in cui l'immobilità diventa una condizione temporale. Attraverso luminosità e densità materica, il suo lavoro riflette su percezione, silenzio e instabilità dell'esperienza visiva. Mostre recenti: New Contemporaries, Londra (2025); Steve Turner, Los Angeles (2024); Saatchi Gallery, Londra (2023).
Tano Festa (1938–1988) è stato un pittore italiano legato alla Scuola di Piazza del Popolo e alla Pop Art italiana. Le sue opere appropriavano immagini rinascimentali e simboli della cultura di massa per riflettere su memoria culturale e modernità, unendo espressione personale e linguaggio visivo dei consumi. Rimane una figura centrale nell'arte italiana del dopoguerra, capace di trasformare immagini storiche e popolari in dipinti che interrogano riproduzione e identità collettiva. Mostre recenti: retrospettive al Museo MACRO, Roma, e in gallerie internazionali.
Carla Giaccio Darias (1998) è un'artista italo-cubana che vive tra Roma e Nizza. La sua pratica — che attraversa pittura, disegno e scultura — esplora archivi, memoria e identità ibride attraverso narrazioni visive frammentate. Formatasi alla NABA di Milano, sta completando il suo MFA a Villa Arson, Nizza. Il suo lavoro esamina l'instabilità della memoria e le politiche dell'appartenenza, trasformando archivi personali e collettivi in spazi dove assenza, distorsione e identità si intrecciano. Mostre recenti: Roma Arte in Nuvola, Roma (2025); Ci piacerebbe essere altrove, Z2O Sara Zanin, Roma (2025); After Reminiscence, Cassina Projects, Milano (2024).
Giorgio Griffa (1936) è un pittore italiano associato all'astrazione del dopoguerra. Le sue tele non intelaiate e i ritmi pittorici indagano la pittura come gesto, processo ed esperienza temporale, concepita come un atto aperto e incompiuto. Le sue opere enfatizzano ritmo, ripetizione e l'autonomia materiale della superficie dipinta, rendendolo una figura influente della pittura astratta contemporanea. Mostre recenti: presentazioni alla Biennale di Venezia; retrospettive in Europa e negli Stati Uniti.
Erich Heckel (1883–1970) è stato un pittore espressionista tedesco e membro fondatore del gruppo Die Brücke. Il suo lavoro è caratterizzato da colori intensi, deformazioni emotive ed energia grafica, trasmettendo intensità psicologica attraverso forma espressiva e cromatismo. Ha avuto un ruolo centrale nello sviluppo del modernismo tedesco, riflettendo nelle sue opere le ansie e le trasformazioni dell'Europa del primo Novecento. Mostre recenti: Brücke and Berlin, Brücke Museum, Berlino (2024); Erich Heckel Retrospective, Bucerius Kunst Forum, Amburgo (2023); German Expressionism, Kunsthalle Mannheim (2022).
Klim Kutsevskyy (1994) è un artista che lavora con fotografia, collage, editoria e media misti. Con base a Roma, utilizza libri e archivi come spazi di sperimentazione e trasformazione materiale, indagando frammentazione, erosione e circolazione delle immagini. Concepisce l'archivio come struttura viva e mutevole: smontando e ricostruendo materiale stampato, rivela come le immagini cambino significato attraverso tempo, riproduzione e deterioramento. Mostre recenti: mostre collettive con Brush Panthers, Italia (2023–in corso); Tutto troppo vero per essere falso, Roma (2020); POVERA Act 1, Torino (2019).
Laura Letinsky (1962) è una fotografa canadese contemporanea nota per nature morte e composizioni domestiche costruite. Le sue fotografie indagano consumo, intimità e instabilità della rappresentazione, esaminando assenza, desiderio e le tracce lasciate dai rituali quotidiani. Attraverso composizioni attentamente allestite, Letinsky trasforma scene domestiche in meditazioni su percezione e temporalità. Vive e lavora a Chicago. Mostre recenti: To Want For Nothing, Yancey Richardson Gallery, New York (2024); Laura Letinsky, Museum of Contemporary Art, Chicago (2023); Ill Form & Void Full, Denver Art Museum (2022).
Sol LeWitt (1928–2007) è stato un artista concettuale americano associato al Minimalismo e alla Conceptual Art. Celebre per i wall drawings e le strutture modulari, riteneva che il concetto o il sistema alla base dell'opera fossero più importanti della sua esecuzione. Attraverso strutture seriali e istruzioni, ha esplorato logica, processo e smaterializzazione dell'oggetto artistico, influenzando profondamente le pratiche concettuali contemporanee. Mostre recenti: A Wall Drawing Retrospective, MASS MoCA, North Adams; Sol LeWitt, Pace Gallery, New York; Wall Drawings, Yale University Art Gallery, New Haven.
Lichene è un progetto scultoreo e sperimentale fondato dall'architetto romano Tommaso Le Rose (1989). Combinando artigianato e tecniche industriali, il progetto crea oggetti funzionali e scultorei ispirati ai sistemi organici e alle relazioni mutualistiche presenti in natura, con enfasi sulla trasformazione materiale e sulla decorazione organica. Lichene esplora il rapporto tra strutture naturali e forme artificiali, indagando la coesistenza tra decorazione, funzionalità e sperimentazione nel design contemporaneo. Mostre recenti: NUCLEO, GR*A + ASTERISCO, Roma (2023); Alcova, Milano Design Week (2024); Darklands, Berlin Art Week (2024).
Domingo Milella (1981) è un fotografo italiano attivo tra Bari e Londra. Formatosi alla School of Visual Arts di New York — dove ha studiato con Stephen Shore ed è stato seguito da Thomas Struth — realizza fotografie di grande formato che indagano preistoria, memoria e astrazione. Attraverso grotte, paesaggi e segni antichi, il suo lavoro si confronta con le origini della creazione dell'immagine e con la digitalizzazione contemporanea. Mostre recenti: Futuroremoto, Fondazione Giancarlo Ligabue, Venezia (2024); Foam Museum, Amsterdam; 54ª Biennale di Venezia (2011).
Fausto Melotti (1901–1986) è stato uno scultore, pittore e poeta italiano associato all'astrazione e al minimalismo lirico. Le sue delicate sculture combinano geometria, musica e ritmo attraverso materiali leggeri e forme sospese, concependo la scultura come struttura poetica. Le sue opere esplorano equilibrio, fragilità e le relazioni invisibili tra forma e spazio, rendendolo uno degli artisti italiani più influenti del Novecento. Mostre recenti: Thinking in the Void, Hauser & Wirth, New York (2025); Fausto Melotti, Fondazione Prada, Milano (2024); Retrospective, GAM Torino (2023).
Nino Migliori (1926) è un fotografo italiano noto per le sue tecniche sperimentali di camera oscura e per una fotografia socialmente impegnata. Il suo lavoro attraversa fotografia documentaria, astrazione e sperimentazione concettuale, indagando il medium sia come documento sia come terreno di ricerca materiale. Rimane una figura chiave della fotografia italiana del dopoguerra, capace di bilanciare osservazione umana e innovazione tecnica. Mostre recenti: MAXXI, Roma; retrospettive in Italia e in Europa.
Alex Mlynárcik (1934–2018) è stato un artista concettuale slovacco associato a pratiche sperimentali e partecipative. Il suo lavoro ha sfidato le strutture istituzionali attraverso happening, manifesti e interventi effimeri, esplorando l'esperienza collettiva e le possibilità poetiche della vita quotidiana. È considerato una figura centrale della neoavanguardia dell'Europa orientale, capace di dissolvere i confini tra arte, spazio pubblico e partecipazione sociale. Mostre recenti: Alex Mlynárcik Retrospective, Slovak National Gallery, Bratislava (2024); Parallel Chronologies, Moderna Galerija, Lubiana (2023).
Gino Marotta (1935–2012) è stato un artista italiano associato all'Arte Programmata e alla scultura influenzata dalla Pop Art. È noto per l'uso di materiali industriali come il metacrilato per creare paesaggi e animali stilizzati, trasformando materiali sintetici in ambienti luminosi che riflettono sulla tensione tra natura e modernità industriale. Il suo lavoro unisce ottimismo tecnologico e immaginazione poetica. Mostre recenti: Gino Marotta Retrospective, MAXXI, Roma (2024); Arte Programmata e Cinetica, Palazzo delle Esposizioni, Roma (2022).
Piero Marussig (1879–1937) è stato un pittore italiano associato al movimento Novecento Italiano. Le sue opere figurative bilanciavano semplificazione modernista, composizione classica e profondità psicologica, esplorando presenza umana e interiorità attraverso silenzio, struttura e contenimento emotivo. Ha esposto regolarmente nelle principali mostre italiane del primo Novecento. Mostre recenti: Novecento Italiano, Museo del Novecento, Milano (2024); Piero Marussig Retrospective, Civico Museo Revoltella, Trieste (2023); Italian Modernism Surveys, MART, Rovereto (2022).
Marco Tirelli (1956) è un artista italiano associato alla Nuova Scuola Romana. I suoi disegni e dipinti raffigurano forme geometriche e simboliche sospese nell'oscurità, creando ambienti visivi enigmatici in cui le forme sembrano oscillare tra presenza e scomparsa. Attraverso chiaroscuro e precisione geometrica, il suo lavoro esplora percezione, luce, spazio metafisico, memoria e silenzio. Mostre recenti: MACRO, Roma (2024); Biennale di Venezia (2022); Palazzo delle Esposizioni, Roma (2021).
Mario Schifano (1934–1998) è stato un pittore, filmmaker e musicista italiano, considerato una delle figure più importanti del postmodernismo italiano. Associato alla Scuola di Piazza del Popolo e alla Pop Art italiana, ha combinato immagini della cultura di massa, astrazione espressiva e pratiche cinematografiche sperimentali. La sua pratica fonde gesto pittorico e linguaggio della pubblicità e della televisione, catturando le contraddizioni tra consumismo, memoria e modernità. Mostre recenti: Mario Schifano, Fondazione Marconi, Milano (2025); Schifano Retrospective, Museo del Novecento, Milano (2024).
Francesca Passacantando (1990) e Lorenzo Trivelli (1992) sono collaboratori interdisciplinari attivi tra poesia, editoria, installazione e scultura. La loro pratica congiunta esplora il rapporto tra linguaggio, materialità e memoria emotiva attraverso opere immersive e simboliche che combinano testo, oggetti e gesti rituali. Concependo linguaggio e materia come forme interconnesse, i loro progetti indagano intimità, frammentazione ed esperienza collettiva. Mostre recenti: SPINE BIANCHE II, Parigi (2026); La Via del Sale, Salina (2023); progetti collaborativi e iniziative SHINEZINE (2020–in corso).
Michela Picchi (1987) è un'artista multidisciplinare italiana che lavora tra installazione, scultura e media digitali. I suoi ambienti immersivi combinano sistemi cromatici vibranti, immagini surreali e forme simboliche per esplorare percezione e realtà alterate, indagando l'impatto emotivo del colore, della ripetizione e della trasformazione spaziale. Il suo lavoro sfuma i confini tra spazio fisico e digitale attraverso ripetizione e simbolismo cromatico. Mostre recenti: Hyper Portal, Milano Design Week (2025); Now Forever, Las Vegas Sphere (2024); Playground Love, Balloon Museum (2024).
Nicholas Sagoni (1985) è un artista italiano autodidatta la cui pratica multidisciplinare comprende pittura, disegno e ceramica. Profondamente ispirato dall'atmosfera notturna di Roma, il suo lavoro esplora trasformazione, decadimento e momenti fugaci sospesi tra apparizione e scomparsa. Le sue recenti nature morte monocrome reinterpretano le tradizioni manierista e barocca in chiave contemporanea, riflettendo sulla soglia tra permanenza e dissoluzione. Mostre recenti: Dialoghi Inattesi – Spazi Inaspettati, Fondazione per l'Arte Roma (2025); ULTRANATURÆ, San Salvatore in Lauro, Roma (2024); ROMADIFFUSA (2023).
Filippo Scorcucchi (1990) è un artista multidisciplinare e musicista italiano con base a Roma. Le sue opere astratte combinano pigmenti naturali, materiali riciclati e superfici tattili influenzate dall'Arte Informale e dalle pratiche sonore sperimentali. Parallelamente alla pittura, lavora con musica ambient ed elettronica modulare, indagando la materia come campo emotivo e sensoriale in cui texture, gesto e suono ricercano un equilibrio tra spontaneità e risonanza. Mostre e performance recenti: AMNIO, GR*A Studio, Roma (2024); Roma Europa Festival (2025); Robot Festival (2024).
Andrea Sostero (1978) è un pittore e scultore italiano formatosi all'Accademia di Ripetta, Roma. Il suo lavoro abita la soglia tra figurazione e astrazione, combinando forme organiche e superfici riccamente materiche: olio su tela e pannelli metallici ossidati generano composizioni mutevoli sospese tra solidità e dissoluzione. La sua pratica esplora ambiguità e trasformazione attraverso processi stratificati che invitano lo spettatore in spazi instabili. Mostre recenti: Mostro, GRA, Roma (2023); Extempore, GRA, Roma (2023); Manifesta, Roma (2014).
Ettore Spalletti (1940–2019) è stato un artista italiano celebre per le opere monocrome e le pitture-scultura. Attraverso pigmenti stratificati e superfici luminose, ha esplorato luce, colore e percezione, unendo pittura, scultura e architettura in un'unica esperienza spaziale. Concepiva il colore come esperienza fisica e spirituale, creando spazi contemplativi in cui luce e superficie si dissolvono l'una nell'altra. Mostre recenti: Azimuth of Light, MAXXI, Roma (2025); Ettore Spalletti Retrospective, GAM Torino (2024); Ettore Spalletti, MADRE, Napoli (2023).
Spine Bianche (fondato nel 2021 a Parigi) è un progetto artistico di Lorenzo Trivelli che combina scultura, fotografia, poesia e installazione. Le opere — realizzate a mano con materiali recuperati come perline in vetro e frammenti di ricamo — nascono da processi ripetitivi e ossessivi che indagano memoria, attaccamento e tracce invisibili lasciate dalle relazioni. Ripetizione, accumulazione e ritualità diventano strumenti per tradurre intimità e assenza in oggetti sospesi tra conservazione e dissoluzione. Mostre recenti: SPINE BIANCHE II, Parigi (2026); La Via del Sale, Salina (2023); progetti collaborativi con Martha Micali e Francesca Passacantando.
Damiano Tata (1997) è un artista visivo e compositore italiano con base a Roma. La sua pratica interdisciplinare combina suono, immagine in movimento, automazione e sistemi bio-algoritmici per indagare tecnologia, percezione e alterità. Attivo anche come musicista con lo pseudonimo "Coleette et izis", crea ecosistemi ibridi in cui agenti umani e computazionali interagiscono in sistemi instabili ed evolutivi, esponendo le infrastrutture che modellano percezione e potere contemporanei. Mostre recenti: Anche dopo che tutto è finito, Lateral, Roma (2025); residency Congresso degli artisti e scrittori neri (2024); residency Tempo Rubato, Firenze (2025).
Selin Uyar (1997) è una pittrice astratta turca con base a Londra. Formatasi al Central Saint Martins, lavora principalmente con olio su tela esplorando movimento, trasformazione e astrazione gestuale. I suoi dipinti bilanciano spontaneità e struttura attraverso segni stratificati e titoli diaristici, indagando la fisicità della pittura e il potenziale emotivo del gesto astratto in composizioni aperte che resistono a interpretazioni fisse. Mostre recenti: Ambidextrous Group Show™ (2026); Tattoos Poked Into My Brain and Rabarba (2025); Ambidextrous Group Show 5 (2025).
Alejandra Varela Perera (1995) è un'artista messicana che lavora tra pittura e installazione. Formatasi alla NABA di Milano, il suo lavoro combina immagini simboliche, spiritualità e narrazioni autobiografiche, esplorando identità, eredità emotiva e memoria attraverso immagini oniriche in cui storia personale e mitologia collettiva si sovrappongono. È rappresentata da Galleria Patricia Armocida, Milano, e Galería Enrique Guerrero, Città del Messico. Mostre recenti: Religión Casera, Galería Enrique Guerrero, Città del Messico (2025); The Milky Way 7, Galleria Continua (2025).
Vedovamazzei è un duo artistico italiano fondato a Napoli nel 1991, formato da Stella Scala (1964) e Simeone Crispino (1962). La loro pratica concettuale attraversa installazione, scultura, disegno e performance, combinando ironia e critica politica e culturale per trasformare oggetti familiari in narrazioni inattese. Il loro lavoro indaga linguaggio, potere e percezione attraverso interventi ironici e giocosi che creano sottili slittamenti di significato e contesto. Mostre recenti: Vedovamazzei, Galleria Lia Rumma, Milano/Napoli (2025); Vedovamazzei, Fondazione Morra Greco, Napoli (2024); 52ª Biennale di Venezia (2007).
Luigi Veronesi (1908–1998) è stato un artista, fotografo e filmmaker italiano legato all'astrazione e alla sperimentazione d'avanguardia. La sua pratica multidisciplinare esplorava geometria, ritmo e il rapporto tra immagine e suono, ricercando connessioni tra pittura, cinema, musica e percezione. Ha avuto un ruolo fondamentale nell'astrazione modernista italiana. Mostre recenti: Luigi Veronesi Retrospective, Museo del Novecento, Milano (2024); Astrattismo Italiano, MART, Rovereto (2023); Luigi Veronesi, Galleria Milano (2022).
Gianfranco Zappettini (1939) è un pittore italiano associato alla Pittura Analitica. Le sue superfici monocrome e tessili indagano ripetizione, struttura e condizioni materiali della pittura, combinando rigore e sottili variazioni percettive. Zappettini esplora la pittura come processo meditativo e analitico fondato sulla ripetizione e sulla superficie, rivelando come gesti minimi possano generare esperienze visive complesse. Mostre recenti: Pittura Analitica: Yesterday and Today, Tornabuoni Arte, Firenze (2025); Gianfranco Zappettini, ABC-ARTE, Genova (2024); Pittura Analitica, MAMbo, Bologna (2023).
Greta Voeller (1988) è curatrice, scrittrice ed editor. La sua pratica di ricerca indaga le forme emergenti di produzione artistica attraverso un approccio transdisciplinare. Formatasi al Central Saint Martins di Londra e all'Università di Melbourne, ha lavorato presso Purple Magazine a Parigi e come curatrice alla National Gallery of Victoria, Melbourne. Dal 2021 al 2024 è stata cofondatrice e curatrice del programma Asterisco presso il GR*A Studio, Roma, ed è autrice del testo per AFRO. The Inner Landscape of Painting (Setareh Gallery, Düsseldorf, 2023). Progetti curatoriali recenti: AMNIO di Filippo Scorcucchi, GRA, Roma (2024–2025); MONOCROMO di Alfonso Fratteggiani Bianchi, Camilla Grimaldi Gallery, Roma (2024); NUCLEO di Lichene, Alcova, Milano (2024); MOSTRO di Andrea Sostero, GRA, Roma (2023). Greta Voeller è curatrice per la Galleria Camilla Grimaldi cofondatrice e redattrice di o—mag.
Camilla Grimaldi Galleria è uno spazio espositivo e un'agenzia di consulenza artistica specializzata nella costruzione di collezioni private e aziendali e nell'organizzazione di mostre presso istituzioni pubbliche e private. Con sede a Roma, la galleria supporta artisti e fotografi nella costruzione dei loro portafogli, nel posizionamento e nella vendita delle opere sul mercato primario e secondario, connettendoli a una rete internazionale di collezionisti e clienti. Molte delle opere degli artisti rappresentati sono presenti in importanti collezioni private e pubbliche. La visione della galleria è sviluppare connessioni transculturali a livello internazionale attraverso formati espositivi, programmazione pubblica ed eventi.
Camilla Grimaldi è curatrice, gallerista e consulente d'arte internazionale con oltre vent'anni di esperienza, attiva con artisti emergenti e affermati e con una forte specializzazione nella fotografia contemporanea. Ha avviato la propria carriera presso istituzioni quali il dipartimento di Arte Contemporanea di Christie's New York, il Guggenheim di Venezia e White Cube a Londra. Nel 2004 ha cofondato Brancolini Grimaldi, galleria di fotografia contemporanea con sedi a Roma, Firenze e Londra; nel 2023 ha aperto la Camilla Grimaldi Gallery a Roma, lavorando con artisti e fotografi nazionali e internazionali, emergenti e affermati. È membro dell'advisory board di Photo London, che si svolge ogni anno alla Somerset House. È stata tra le prime a costituire collezioni fotografiche per banche e aziende quali UBS Zurigo, Deutsche Bank Milano, UniCredit Milano e Bank Pictet Roma.
“Due Opere”
Vernissage: 11 giugno 2026 dalle 18:30 alle 21:00
Camilla Grimaldi Galleria - Via dei Tre Orologi 6/a, Roma
A cura di Greta Voeller
Assistenza curatoriale Camilla Giaccio Darias
Allestimento mostra Francesco Organo
Foto Credit Simone d’Exéa
Pubblicazione DITO Studio
Info: https://www.camillagrimaldi.com/
Press: greta@camillagrimaldi.com / greta.voeller@gmail.com / camilla.giaccio@gmail.com
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