Arte e cultura
Redazione
Si è conclusa “Risvegli”, la mostra personale dell'artista Antonio La Rosa
Cover: Tina Vannini e Antonio La Rosa
Si è conclusa la mostra personale dell'artista Antonio La Rosa dal titolo “Risvegli”, tenutasi dal 25 settembre presso lo spazio espositivo offerto dal ristorante “Il Margutta Veggy Food & Art” di Via Margutta a Roma. Sponsorizzata da Andrea Petrangeli, la mostra è stata promossa dall'associazione culturale Disobedience ETS, in collaborazione con la Galleria Pavart.
I colori dell'uomo urbano
Antonio La Rosa, nativo di Calasetta, è stato attivo come attore teatrale per quindici anni, prima di trovare nella poesia, nella pittura e nella scultura i suoi campi d'espressione artistica elettivi. Tra le sue opere, esposte negli anni in tutta Italia e che gli sono valse anche riconoscimenti internazionali, ricordiamo Genius, scelta nel 2018 dal comune di Vinci per commemorare i cinquecento anni dalla scomparsa di Leonardo.
Nella mostra “Risvegli”, La Rosa ha voluto accompagnare il visitatore in un viaggio attraverso la complessità della vita contemporanea, con le sue tele a fare da ideali tappe. A dominare sono i forti contrasti tra colori freddi e caldi, che sembrano schiacciare le silhouettes umane sparse tra grattacieli contorti e oblunghi, oasi di luce multicolore a loro volta immersi in notti buie e profonde. Il dipinto eponimo della mostra (2021) è emblematico in tal senso, e invita a riflettere sul rapporto tra alienazione e rinascita. Opere introspettive come Stato meditativo (2021) e Moon's silence (2018) insistono sul tema della solitudine, oscillante tra calma e turbamento. Una giocata di troppo (2024) sembra rovesciare invece i rapporti tra uomo e città: una figura si staglia più alta dei grattacieli che la circondano, in una notte dai toni cupi e lividi che non sembra lasciare speranze per il futuro.
Citando il curatore della mostra, Marco Dionisi Carducci: “La pittura di Antonio La Rosa è un atto meditato, una sintesi tra pensiero e tecnica. Le sue composizioni vivono in un equilibrio precario, come le architetture delle sue città”.
La scultura che dà forma all'anima
Il percorso espositivo è stato testimone anche dell'altra passione di La Rosa, la scultura. I materiali prediletti dall'artista – ferro, alluminio, corten e biochar – sono risultati adattissimi a conferire profondità tattile al mondo urbano di cui La Rosa si è fatto cantore. Tra le sculture in mostra ricordiamo Papaveri (2024), con cui racconta la fragile bellezza della natura costretta in un contesto urbano; Lovers.2 (2020), in cui un abbraccio si fa simbolo della resistenza umana contro la durezza della modernità, qui evocata dal metallo; Metropolis.03 (2024), dove le architetture si fanno emblemi d'isolamento.
“Ospitare questa mostra – conclude Tina Vannini, titolare de “Il Margutta” e co-curatrice dell’esposizione – ha significato accogliere un universo creativo in movimento. Antonio La Rosa attraversa linguaggi diversi con una coerenza poetica rara. ‘Risvegli’ è un invito a guardare oltre l’apparenza, tra visioni urbane, architetture interiori e figure sospese nel tempo.”
Redazione di LN International
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