Territorio
La tradizione vitivinicola locale ha radici profonde. Da secoli si coltiva la vite, come testimonia l’Abbazia di Novacella, il cui monastero agostiniano gestisce una delle più antiche cantine attive d’Europa
Tania Turnaturi

Bressanone - regione vinicola più a nord d'Italia

Tra Alpi e Mediterraneo, intorno a Bressanone nascono alcuni dei vini bianchi più interessanti d’Italia. La città della Valle Isarco è infatti considerata la regione vinicola più a nord del Paese: una piccola area alpina i cui vini ricevono regolarmente riconoscimenti nazionali e internazionali. Eleganti, minerali e caratterizzati da una straordinaria freschezza, raccontano in modo autentico il terroir di questa valle di montagna.

La DOC Valle Isarco è anche la più piccola zona vinicola dell’Alto Adige. I vigneti si trovano spesso tra 500 e 900 metri di altitudine, su pendii ripidi e soleggiati attorno a Bressanone e all’Abbazia di Novacella. Qui l’intensa insolazione si combina con forti escursioni termiche tra giorno e notte, permettendo una maturazione lenta delle uve e conferendo ai vini acidità vibrante, freschezza e una marcata impronta minerale. Tra i vitigni simbolo della valle spiccano Sylvaner, Kerner, Grüner Veltliner e Riesling.

Accanto alla realtà monastica, il panorama vitivinicolo è caratterizzato da numerose aziende familiari. 

La cantina Köfererhof, nei pressi di Novacella, è una delle più antiche dell’Alto Adige: le sue origini risalgono addirittura al 976.
Il Kuenhof, antico maso con radici nel XII secolo, è oggi noto per una viticoltura attenta alla natura e per vini bianchi minerali di grande personalità.
Il Pacherhof, situato sopra l’abbazia, è strettamente legato alla storia del Kerner in Valle Isarco: il bisnonno dell’attuale vignaiolo fu il primo a piantare questo vitigno nella valle nel 1973, contribuendo alla sua diffusione.
Anche lo Strasserhof, tra le cantine più alte dell’Alto Adige, produce vini bianchi eleganti che esprimono con chiarezza il carattere alpino del territorio.
Il Burgerhof Messner, invece, rappresenta uno sguardo verso il futuro: qui vengono coltivati esclusivamente vitigni PIWI, varietà resistenti alle malattie che consentono una viticoltura particolarmente sostenibile e la produzione di vini biologici.

Il Griesserhof a Varna unisce una tradizione vitivinicola secolare a moderne tecniche di cantina ed è noto per eleganti vini bianchi che riflettono con precisione il terroir della Valle Isarco.

Il Taschlerhof, una piccola azienda familiare sopra Bressanone, rappresenta una produzione vinicola artigianale su ripidi vigneti d’alta quota e vini di carattere, contraddistinti da una marcata freschezza alpina. 

Tra le figure più rappresentative della nuova generazione di vignaioli della valle c’è anche Manni Nössing, con il suo Hoandlhof a Bressanone, noto per interpretazioni precise ed eleganti di Kerner, Sylvaner e Riesling.

A Bressanone il vino non è solo produzione agricola, ma parte integrante della cultura locale e della gastronomia. Una specialità tradizionale è la zuppa di vino bianco della Valle Isarco, piatto raffinato e sorprendente che valorizza i vini del territorio. 

Un esempio del forte legame tra vino e gastronomia è il progetto “Il Sylvaner e la Val d’Isarco” promosso dall’associazione EisacktalWein. Il Sylvaner, uno dei vitigni più antichi e caratteristici della Valle Isarco, è al centro dell’iniziativa. In collaborazione con 14 selezionati ristoranti e 17 produttori della Valle Isarco, ogni locale crea un piatto che si abbina in modo particolare al Sylvaner e ne valorizza le caratteristiche. I piatti sono proposti fino a fine giugno nei menu dei ristoranti partecipanti, sempre accompagnati da un Sylvaner consigliato in abbinamento. Attraverso questa iniziativa, il vino diventa un vero "ambasciatore" della Valle Isarco. Il progetto non serve solo a promuovere una bevanda, ma a comunicare l'identità del territorio, riflettendo il paesaggio dei vigneti terrazzati e la dedizione dei viticoltori locali.

I bianchi della valle si abbinano perfettamente anche a prodotti simbolo della cucina altoatesina come lo Speck Alto Adige IGP, la cui nota sapida e leggermente affumicata trova equilibrio nella freschezza e mineralità dei vini di montagna. In primavera, inoltre, sono l’accompagnamento ideale per i piatti a base di asparagi. 

Per chi desidera scoprire da vicino questo paesaggio del vino, Bressanone propone numerose esperienze: escursioni guidate tra i vigneti, visite e degustazioni nelle cantine,  oppure tour enogastronomici che uniscono passeggiate nel paesaggio vitato e assaggi direttamente in cantina. 

Ogni anno, in primavera, la stagione vinicola ha inizio con la “Primavera di Novacella (25–26 aprile 2026). Per due giorni Novacella e Varna celebrano l’arrivo della primavera con degustazioni, piatti stagionali e musica. Cantine, ristoranti e masi partecipano con iniziative speciali, mentre i produttori Abbazia di Novacella, Griesserhof, Strasserhof e Pacherhof aprono le porte delle loro cantine per visite e degustazioni.

Bressanone alza il calice alla sua terra invitando visitatori e appassionati a scoprire, passo dopo passo e sorso dopo sorso, una delle più affascinanti regioni del vino alpino.

 

Info: www.brixen.org/vino

 

Tania Turnaturi

Giornalista Pubblicista Da anni si occupa di turismo, enogastronomia, arte e teatro. Collabora con numerose testate specializzate per le quali scrive reportage di viaggio, articoli di promozione del territorio, eventi enogastronomici, ristoranti, mostre d’arte, cultura, attualità e recensioni teatrali. Appassionata della buona tavola, ama raccogliere erbe selvatiche commestibili e molte specie di funghi che utilizza per piatti di cucina povera e tradizionale.

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