Enogastronomia
Francesca Sirignani
Dalla terra al bicchiere: la nuova vita di Ivo’s Bar Enoteca
Nel cuore dei Castelli Romani, precisamente a Nemi, Ivo’s Bar Enoteca si distingue oggi come qualcosa che va ben oltre una semplice enoteca: è un luogo in cui si incontrano storia, territorio e prospettiva. Questa identità, però, non è nata per caso ma è il frutto di un cammino articolato, segnato da evoluzioni e intuizioni sviluppate nel tempo.
Dopo gli anni dedicati all’apicoltura — tra studio, sperimentazione e una cura quasi artistica del prodotto — arriva un momento di passaggio decisivo. La separazione dall’attività familiare segna una frattura ma anche un’apertura: è il punto in cui l’esperienza accumulata trova una nuova direzione.
All’inizio la ripartenza è concreta, essenziale: un bar, un luogo di incontro quotidiano ma è proprio in questo spazio che prende forma qualcosa di più profondo. Il contatto diretto con le persone, l’ascolto dei gusti, l’osservazione delle abitudini: tutto contribuisce a raffinare quello sguardo già allenato sul territorio. Il vino entra gradualmente, non come semplice prodotto, ma come naturale evoluzione di un percorso legato alla terra, alla qualità e alla narrazione.
Così nasce, passo dopo passo, l’enoteca. Non come progetto costruito a tavolino ma come sviluppo organico di una sensibilità già esistente. Ogni bottiglia diventa una scelta consapevole, frutto di ricerca e relazione con i produttori. Il territorio laziale — da Velletri al Lago di Fogliano — continua a essere il riferimento ma si apre anche a contaminazioni e scoperte più ampie.
La vera svolta, quindi, non è solo il passaggio da un’attività all’altra ma il modo in cui queste esperienze si fondono. L’apicoltura insegna la pazienza e l’attenzione al dettaglio, la tradizione familiare trasmette il valore dell’accoglienza e il presente trova la sua forma nell’enoteca: un luogo dove il prodotto non si vende soltanto ma si racconta.È qui che il percorso di Ivo trova una nuova sintesi. Non un punto di arrivo definitivo ma una tappa evolutiva in cui passato e futuro dialogano continuamente, dando vita a uno spazio che è, prima di tutto, espressione di una visione.
Fino a dieci anni fa, il vino non faceva nemmeno parte della sua quotidianità. Oggi, invece, è diventato il linguaggio attraverso cui racconta territori, storie e identità. Il percorso di Ivo De Sanctis non segue traiettorie scontate: è fatto di svolte, intuizioni e di una costruzione lenta, quasi artigianale che affonda le radici ben prima dell’enoteca.
Il primo punto di rottura arriva quindi nel 2004, quando la separazione dall’attività condivisa con il fratello segna un nuovo inizio. Non c’è ancora un disegno preciso ma una direzione sì: ripartire. Nasce così un bar, luogo concreto, quotidiano, dove il contatto con le persone diventa palestra di ascolto e osservazione. È qui che, passo dopo passo, prende forma qualcosa di diverso. L’enoteca non nasce da un’idea improvvisa ma da un’evoluzione naturale.
La vera accelerazione arriva nel 2014, con il corso da sommelier FISAR (FISAR). Non si tratta soltanto di acquisire competenze tecniche: è un cambio di prospettiva. Il vino diventa strumento culturale, chiave di lettura del territorio, mezzo per interpretare e raccontare l’Italia in modo più profondo e consapevole.
È su queste basi che Ivo’s Bar Enoteca diventa uno spazio di selezione e narrazione, dove convivono grandi nomi e piccole produzioni, etichette iconiche e vitigni meno battuti. L’obiettivo è quello di costruire una proposta capace di sorprendere attraverso la ricerca, educando il palato senza rinunciare al piacere.
Intanto, il territorio continua a dialogare con il progetto. Nemi, con la sua identità fortemente legata alla fragola, diventa ispirazione concreta. Da qui nasce il Fragolino e una linea di prodotti — liquori e confetture — che trasformano una tradizione locale in un racconto esportabile. Le fiere nazionali e internazionali degli anni Duemila segnano un passaggio importante: da realtà radicata nel territorio a progetto con visione più ampia.
Oggi l’enoteca ha esteso il proprio raggio anche al digitale, attraverso una piattaforma online che propone vini italiani e internazionali, champagne e distillati. Il cuore resta però profondamente umano, legato a una selezione che privilegia il racconto prima ancora del prodotto.
La carta dei vini segue un doppio binario: da un lato l’eccellenza territoriale, dall’altro le grandi icone mondiali. Tra i nomi italiani spiccano realtà come Antinori con il Tignanello, Tenuta San Guido, Ornellaia, fino alla tradizione di Biondi Santi e Il Marroneto. Lo sguardo si allarga poi alla Francia, con i grandi Château di Bordeaux e le maison di Borgogna come Domaine Faiveley e Chanson Père et Fils.
Ampio spazio anche allo Champagne, con etichette come Krug, Dom Pérignon, Perrier-Jouët, Bollinger, Louis Roederer e Laurent-Perrier. Non manca il Metodo Classico italiano, rappresentato da Ferrari Trento e Cà del Bosco.
Importante evidenziare che è nella ricerca delle identità meno scontate che emerge con forza lo sguardo di Ivo De Sanctis: dalle vigne eroiche di Marisa Cuomo alle espressioni territoriali di Argiolas, fino alla tradizione piemontese di Giacomo Conterno e Giuseppe Rinaldi.
La selezione si estende anche ai distillati, con etichette pensate per appassionati e collezionisti: dalle grappe delle Distillerie Berta ai rum iconici di Caroni e Clément. Eppure, al centro di questo sistema articolato resta un punto fermo: il legame con le origini. Ne è simbolo il Fragolino di Nemi dell’Azienda Nemus De Sanctis, prodotto identitario che racchiude il territorio in ogni sorso, grazie alle fragoline raccolte a mano nei dintorni del lago.
Oggi Ivo osserva, studia, intercetta. Forte di un passato costruito tra terra, numeri e intuizione, guarda a una crescita più strutturata senza perdere la propria matrice perché, in fondo, a Nemi non si tratta mai soltanto di bere: si tratta di riconoscere, in ogni calice, il tempo e la storia che lo hanno reso possibile.
Forse è proprio qui che si trova il senso più autentico di tutto il percorso: nella capacità di tenere insieme radici e visione, memoria e ricerca. In un mondo che corre veloce, Ivo De sanctis sceglie ancora la lentezza consapevole di chi sa aspettare, osservare, capire.
Ogni bottiglia, ogni scelta, ogni racconto che prende forma tra gli scaffali della sua enoteca è il risultato di questo equilibrio sottile. Non c’è nulla di casuale: c’è il tempo della terra, l’esperienza delle mani e l’intuizione di uno sguardo che ha imparato ad andare oltre l’immediato.
Francesca Sirignani
PER INFORMAZIONI:
Ivo’s Bar & Enoteca
Via dei Laghi 261000 Velletri (Roma)
Tel. +39 06.96152036
Email:ivosenoteca@gmail.com
www.instagram.com/ivosbarenoteca
Giornalista pubblicista specializzata in tematiche turistiche ed europee. Ha conseguito una laurea in Giurisprudenza e, dopo aver ottenuto la seconda laurea in Studi Europei ed Internazionali, ha approfondito la conoscenza dell’inglese e del francese viaggiando e frequentando corsi linguistici all’estero. Collabora con diversi un periodici specializzati in viaggi e rivolti a chi è appassionato di turismo, cultura ed enogastronomia. Si è occupata anche della redazione dei magazine dell‘ Hotel Indigo St. George, un boutique hotel 5 stelle lusso di Roma. La passione che nutre per le culture, le tradizioni e i paesaggi di altri popoli l’ha sempre portata a viaggiare e a fotografare molti Paesi.
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