Enogastronomia
Dall’incontro tra Michele Marsiaj e Riccardo Cotarella nasce Amistà il vermouth piemontese amato dal jet set
Sergio Ferroni

Amistà il vermouth italiano amato dal jet set internazionale

Cover: Michele Marsiaj e Riccardo Cotarella

 C’è un filo invisibile che lega i banconi in mogano della Torino Anni ’60 ai calici più sofisticati dei giorni nostri. È un filo fatto di erbe officinali, segreti sussurrati e una passione che ha atteso decenni per tornare a splendere. Protagonisti di questa storia sono Michele Marsiaj, fondatore del Vermouth Amistà, e Riccardo Cotarella, uno dei più autorevoli enologi del panorama internazionale, l'uomo che sussurra alle vigne, ma che nel cuore custodisce un segreto profumato.

Tutto ha inizio quando un giovane Cotarella scopre l’universo del vermouth. Non è un semplice interesse, ma un’iniziazione guidata da una leggenda: Luigi Del Mastro. Sotto l’ala di quello che era considerato il sommo custode dell’arte liquoristica dell’epoca, Cotarella impara che il vermouth non è solo un aperitivo, ma una partitura complessa di botaniche e pazienza. Erano gli anni delle scoperte, dell’eleganza sussurrata, di un’Italia che beveva il futuro in un bicchiere ghiacciato. Poi, la vita. La carriera di Cotarella decolla, portandolo a diventare il punto di riferimento dell'enologia mondiale. Quell’amore per le cortecce e le spezie rimane lì, in un angolo della memoria. Una passione sopita, ma mai spenta.

Il destino, però, ha il passo elegante di un incontro fortuito. È quello tra il presidente mondiale degli enologi e l’imprenditore visionario Michele Marsiaj, famoso nel settore dell’automotive di lusso e fondatore di Amistà, uno dei vermouth più apprezzati sia in Italia sia all’estero. Durante una conversazione che sa di lungimiranza, Marsiaj coglie un guizzo negli occhi dell’amico Cotarella non appena si sfiora l’argomento "infusioni". Viene a conoscenza di quel legame antico con Dal Mastro, di quel desiderio rimasto in sospeso per troppo tempo.

La proposta di Marsiaj non è una semplice collaborazione commerciale, ma una sfida che profuma di rivoluzione: risvegliare quel sogno e trasformare il vermouth Amistà nel più amato al mondo. Unire la sapienza tecnica del "Maestro dei maestri" alla visione contemporanea di un imprenditore che vuole riportare questo vino aromatizzato sul trono che gli spetta.

Oggi Amistà non è solo un nome: è il sigillo di un’amicizia tra due uomini e della promessa fatta a un vecchio maestro degli anni ’60. È la dimostrazione che certe passioni non invecchiano, ma attendono solo l’incontro giusto per diventare leggenda.

Amistà è la combinazione perfetta tra il vino rosso realizzato con uve atte alla produzione di Nizza Docg e le erbe aromatiche, un mélange che lo rende versatile e capace di offrire il meglio di sé in mixology, purezza e in ricercati food pairing. Il risultato è un’esclusiva e raffinata taste experience che sorprende il palato e lo avvolge in un ventaglio di emozioni. Perché Amistà nasce da un approccio sartoriale al prodotto che gli garantisce una qualità premium a forte vocazione internazionale.

In un’epoca in cui il lusso non è più possedere, ma esperire, l’aperitivo si riprende il suo trono come il rito laico più chic della giornata. Non è più solo il "pre-dinner", ma un momento sospeso tra il tramonto e le luci della città, dove il vermouth Amistà diventa l’accessorio definitivo. Dimenticati i drink urlati e i mix caotici, oggi l’eleganza sceglie la via della purezza e passa per un rooftop a New York, per un giardino segreto di Roma o per un tramonto sul molo di Monte Carlo o di Porto Cervo: qui il vermouth si sorseggia con lentezza, servito liscio o con un solo cubetto di ghiaccio cristallino, per lasciar parlare l'infusione dei maestri. È il ritorno al "quiet luxury" del bere bene, dove ogni sorso è un richiamo alla Dolce vita degli Anni '60, ma con la consapevolezza cosmopolita di chi sa che il vero stile non ha bisogno di essere spiegato, ma solo degustato.

Per approfondimenti https://amistapiedmontwine.com/it/vermouth/

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