Enogastronomia
Piccoli assaggi, grandi vini e una cucina pensata per essere condivisa in ogni momento della giornata.
Francesca Sirignani

Grado Enoteca: il rito del cicchetto conquista Roma

Nel vivace panorama gastronomico romano, Grado Enoteca si distingue per un concept originale e riconoscibile, capace di fondere suggestioni diverse in un’unica esperienza coerente e contemporanea. Più di una semplice enoteca con cucina, rappresenta un luogo pensato per la condivisione e la convivialità, dove il piacere del vino si intreccia naturalmente con una proposta culinaria dinamica e accessibile.

L’ispirazione nasce dall’atmosfera informale e vivace della cicchetteria veneziana, reinterpretata attraverso l’immediatezza e la varietà tipica di un tapas bar. Il risultato è un’offerta gastronomica fatta di piccoli piatti curati, ideali da condividere, che accompagnano e valorizzano una selezione enologica attenta ma mai rigida, pensata per essere esplorata con curiosità e senza formalismi.

Lo spazio, raccolto e accogliente, contribuisce a definire l’identità del locale: 26 coperti interni e 12 esterni creano un ambiente intimo ma vivace, dove il contatto diretto e la spontaneità diventano parte integrante dell’esperienza. Qui, l’attenzione non è solo rivolta alla qualità della proposta ma anche al modo in cui viene vissuta: informale, fluida, autentica.

Il progetto porta la firma del giovane sommelier Riccardo Carascon, 26 anni, con un percorso costruito tra eventistica, mixology e ristorazione. Dopo l’esperienza al ristorante Parnaso, dove ha ricoperto ruoli fino alla direzione di sala, Carascon ha dato forma a un’identità precisa: un’enoteca dinamica, basata su ricerca e relazione diretta con il cliente.

Elemento distintivo è l’assenza della carta vini: oltre 300 etichette, in gran parte italiane e provenienti da piccoli produttori, vengono raccontate e proposte direttamente al tavolo. Un approccio che privilegia l’ascolto e la guida, trasformando la scelta del vino in un’esperienza consapevole e personalizzata.

La selezione spazia tra vitigni autoctoni e produzioni di nicchia, con incursioni internazionali, mantenendo sempre al centro il racconto del territorio e il legame con chi il vino lo produce. Un’enoteca che rinuncia alla lista scritta per puntare tutto sulla relazione, sulla narrazione e sul gusto.

Da Grado Enoteca la cucina ruota attorno a un’idea semplice ma centrale: la condivisione. Il tavolo diventa uno spazio dinamico, dove assaggi, piccoli piatti e calici si intrecciano in un’esperienza informale ma curata. La proposta gastronomica, prevalentemente italiana, si arricchisce di contaminazioni regionali – con richiami evidenti al Sud e alla Calabria, terra d’origine della proprietà – dando vita a un menù versatile, pensato per accompagnare ogni momento della giornata.

A pranzo, l’offerta si traduce in una formula agile e accessibile, studiata per il pubblico degli uffici e per chi cerca qualità senza rinunciare alla rapidità: un piatto a scelta con contorno, acqua e caffè, in un equilibrio tra semplicità e attenzione alla materia prima.

Con l’arrivo dell’aperitivo, Grado esprime al meglio la propria identità attraverso il Rito del Cicchetto, cuore del concept: piccole bruschette artigianali da comporre liberamente, pensate per essere condivise e abbinate al vino. Le combinazioni spaziano tra tradizione e creatività, dal baccalà con crema di zucca al Melan-duia – incontro tra melanzana e ’nduja – fino a proposte più ricercate come il blu di bufala con mandorle e miele.

Accanto ai cicchetti, le tapas rappresentano una via intermedia: piatti più strutturati ma sempre in formato ridotto, che permettono di esplorare il menù in modo trasversale. Preparazioni come il petto d’anatra con carotine al burro e salvia e shrub ai lamponi o lo yakitori di vitello reinterpretato in chiave italiana raccontano una cucina che gioca con le influenze senza perdere coerenza.

La carta si completa con alcune proposte à la carte, pensate per chi desidera un’esperienza più completa: dal polpo arrosto con chips di patata americana al french toast con pastrami di tonno e maionese alle alici, fino a piatti vegetariani come il cavolfiore arrosto con hummus e gremolata artigianale. Una cucina che alterna leggerezza e intensità, mantenendo sempre un approccio contemporaneo.

A rafforzare il legame con il territorio e la cultura gastronomica italiana, Grado propone due volte al mese i percorsi regionali, appuntamenti tematici che trasformano l’enoteca in uno spazio di racconto. Ogni serata è dedicata a una regione diversa e prevede un menù di tre portate abbinate a tre calici, in un viaggio che attraversa lo Stivale da Sud a Nord.

Il calendario segue una traiettoria geografica e culturale: dalla Sicilia alla Calabria, fino alle regioni del Centro e del Nord, con l’obiettivo di valorizzare tradizioni, ingredienti e identità locali attraverso una chiave contemporanea e accessibile.

Completano l’offerta la possibilità di riservare il locale in esclusiva per eventi privati e feste: un ambiente raccolto e curato nei dettagli che si presta a momenti conviviali su misura, mantenendo intatto lo spirito di accoglienza e condivisione che definisce l’identità di Grado.

Grado Enoteca si configura così come un punto di incontro contemporaneo, capace di attrarre sia appassionati di vino sia chi è alla ricerca di un momento piacevole e senza sovrastrutture, dove ogni calice racconta una storia e ogni piatto invita alla scoperta.

 

 

Francesca Sirignani

 

PER INFORMAZIONI:

Grado Enoteca

Via Alessandria n. 56 – 00100 Roma

 Tel. 06.2440 4792

Email: info@enotecagrado.it

www.enotecagrado.it

www.instagram.com/grado_enotecaroma

Lunedì-Sabato 12:30-15:00 / 18:30-23:00 (aperto dall'aperitivo)

Francesca Sirignani

Giornalista pubblicista specializzata in tematiche turistiche ed europee. Ha conseguito una laurea in Giurisprudenza e, dopo aver ottenuto la seconda laurea in Studi Europei ed Internazionali, ha approfondito la conoscenza dell’inglese e del francese viaggiando e frequentando corsi linguistici all’estero. Collabora con diversi un periodici specializzati in viaggi e rivolti a chi è appassionato di turismo, cultura ed enogastronomia. Si è occupata anche della redazione dei magazine dell‘ Hotel Indigo St. George, un boutique hotel 5 stelle lusso di Roma. La passione che nutre per le culture, le tradizioni e i paesaggi di altri popoli l’ha sempre portata a viaggiare e a fotografare molti Paesi.

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