Turismo
Presentato presso la Fondazione F.U.I.S . di Roma il terzo libro sui viaggi di Danilo Micheli “Ciò che il cuore vede”
Redazione

“Ciò che il cuore vede”

Cover: da sinistra Danilo Micheli e Walter Maldacea

Giovedì 5 febbraio 2026, presso la Fondazione F.U.I.S, in Lungotevere dei Mellini 33a, Danilo Micheli ha presentato il suo ultimo libro, “Ciò che il cuore vede” (Effigi, 2025). Tassello conclusivo di una trilogia incentrata sul viaggio, iniziata con “Contro il vento, contro il tempo” (Kimerik, 2019) e proseguita con “In cammino tra il tempo e lo spazio” (Pagine, 2024), entrambi di carattere descrittivo, “Ciò che il cuore vede” rappresenta un compendio visuale dei due volumi precedenti, con 222 foto “che contengono storie visive, raccontano momenti emotivi, entrano nella quotidianità dei luoghi e delle persone, estirpano il sacro che rimane da umili vite, perpetuano un'intensità di vita dimenticata da noi, ma esistenziale per sopravvivere”. Insieme all'autore, a presentare il libro è intervenuto Walter Maldacea, dopo i saluti del Presidente della Fondazione F.U.I.S., Antonio Natale Rossi.

Danilo Micheli, nativo di Morlupo, un paese in provincia di Roma, si dedica all'attivismo ecologico fin dal 1970, anno in cui fu tra i soci fondatori di “Kronos 1991”, una delle prime associazioni giovanili verdi d'Italia. Nel 1972, il suo attivismo lo portò alla testa di una manifestazione ambientalista che vide duemila biciclette girare per il centro di Roma. Per una personalità dal carattere così osmotico con la natura, il legame col viaggio non poteva che essere fondamentale. Imbrigliato dai confini della sola Italia come da catene, appesantito da una sola nazionalità come dalla matricola di un prigioniero, Danilo ha scelto ben presto di diventare cittadino del mondo. I suoi giri per il globo l'hanno portato dall'Australia alle Isole Tonga, dal Brasile a Capo Nord, non importa se facendo l'autostop o il mozzo su una nave mercantile. Ovviamente, la sua concezione di viaggio è diametralmente opposta a quella odierna, e anzi i suoi libri vorrebbero proprio educare a rifuggire da quel turismo mordi e fuggi che oggi spopola sulle pagine Instagram di chiunque. Con le sue narrazioni Danilo ci accompagna per mano a conoscere e soffermarci sui luoghi che ha visitato, le persone che ha conosciuto, e attraverso la sensibilità del suo sguardo riusciamo ad allontanarci dall'orizzonte piatto delle nostre vite, dominate dal consumismo e dal conformismo, spesso travestito da falsa eccentricità. Contagiati dal suo entusiasmo e dal suo spirito “di pellegrino antico”, come ama definirsi, riusciamo a stupirci come bambini di fronte al nuovo, all'inconosciuto, e assaporiamo la vera libertà, quella che può darci solo una strada che si dipana verso una destinazione nuova e sconosciuta, carichi di curiosità e rinnovata gioia di vivere.

Edoardo Cenciarelli

 

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