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Un evento che ha voluto premiare professionisti acclamati e noti per il loro impegno costante nella comunità dei non udenti, che nel mondo conta 70 milioni di persone e che, solo in Italia, ne annovera ben 40.000.
Sergio Ferroni

Deaf Awards 2026: la prima edizione conquista il Teatro Centrale di Roma

Cover: taglio della torta da sx Steven G. Torrisi, Veronica Maya, Boryana Georgieva, Giovanna Giambruno, Antonio Zequila e Michele

E’ andata in scena al Teatro Centrale di Roma, la prima edizione dei “Deaf Awards”, i riconoscimenti dedicati all’universo “sordo”, un evento inclusivo, ideato e fortemente voluto da Giovanna Giambruno, anch’essa non udente, nota imprenditrice che ha voluto confermare che la “sordità è normalità”.

Una serata di gala esclusiva, che oltre alla premiazione ha regalato performance e spettacolo a circa 180 selezionatissimi ospiti. Un evento che ha voluto premiare professionisti acclamati e noti per il loro impegno costante nella comunità dei non udenti, che nel mondo conta 70 milioni di persone e che, solo in Italia, ne annovera ben 40.000.

Un evento perfettamente orchestrato e realizzato a regola d’arte nei minimi particolari, grazie all’organizzazione capillare della Giambruno, coadiuvata da Patrizia Rossi e da Boryana Georgieva e da Michele Vitale - ambedue conduttori impeccabili della serata – mentre la direzione artistica della serata è stata affidata a Steven G. Torrisi.

Giovanna Giambruno al termine della serata ha così dichiarato: “Ritengo che questa prima edizione del premio Deaf Awards è stata un grande successo, non mi aspettavo il calore e la stima degli invitati udenti, il connubio tra il contenitore non udenti e udenti è stato un valore aggiunto inaspettato, voglio ringraziare Steven G. Torrisi per il suo grande supporto e la stima che ripone per la nostra comunità. Infine voglio ringraziare Veronica Maya e Antonio Zequila che hanno accolto con generosità l’invito: Da ultimo ringrazio i media e la stampa per la grande rilevanza che hanno dato alla prima edizione di questa premio, vi do appuntamento per la seconda edizione nel 2027.”

Dopo un cocktail di benvenuto a braccio nel foyer del teatro e le foto di rito al backdrop, tutti gli ospiti hanno preso posto ai tavoli per la cena placèe, che è stata servita negli intervalli della premiazione.

Sono state subito presentate le due guest star della serata: la conduttrice televisiva Veronica Maya, in uno splendido abito lungo fantasia, e l’attore e autore Antonio Zequila, ai quali è stata affidata la consegna dei premi della serata.  A rompere il ghiaccio e a dare inizio alla serata la frizzante esibizione dell’imitatore Eugenio Scarlato, che si è esibito con Tetyana in un ballo celebre tratto dal film “The Mask”, lo straordinario trucco di Scarlato è stato realizzato da Emma Morier.

Ad Eugenio Scarlato è andato il primo Deaf Awards della serata.

A seguire, presentato da Veronica Maya, un quadro moda di nove creazioni dell’Indirizzo Moda dell’Istituto Aniene di Roma, dedicato alle Sorelle Fontana, curato da Massimiliano Infantino, sul palco abiti in bianco e nero da gran sera hanno ammaliato i presenti.

A presentare la valenza inclusiva della moda la Vicepreside dell’Istituto Aniene Dottoressa Federica Olivadesee, dal lato istituzionale, il presidente del IV Municipio di Roma Capitale Massimiliano Umberti e la Vice presidente Dottoressa Annarita Leobruni, assessore con deleghe a scuola, servizi educativi, politiche giovanili, pari opportunità e famiglia. Tutti e tre hanno ricevuto la Stella Deaf per il loro impegno quotidiano per un territorio sempre più inclusivo.

Come ha dichiarato Annarita Leobruni: ”L’inclusione è una scelta. E noi la scegliamo ogni giorno”.

Antonio Zequila, a seguire, ha regalato un momento molto emozionante recitando una poesia dedicata alla mamma, anche a lui la Stella Deaf, così come a Veronica Maya.

Sul palco è stata la volta del noto regista norvegese sordo Con Mehlum, elegantissimo in giacca lunga di velluto nero, che prima di ricevere il suo Deaf Awards, ha presentato il trailer del suo cortometraggio “Salt & Pepper”, un dramedy sulle dinamiche relazionali e personali post pandemia, che verrà presentato prossimamente anche a Firenze.

Ha ritirare il terzo Deaf Awardsè salito sul palco l’attore DMK, con il suo personalissimo “visual vernacular” (VV) di cui ha data una straordinaria dimostrazione, prima da solo e poi accompagnato in una splendida performance a quattro mani con Giuseppe Giuranna straordinario maestro di VV, poeta, con una carriera di oltre 38 anni e tantissimi spettacoli alle spalle, che ha diffuso il VV in Germania.

Giuseppe Giuranna è il quarto Deaf Awards della serata.

Il quinto Deaf Awards è andato al celebre regista tedesco sordo Manfred Mertz per il suo film Stille ANGST (Silent Fear)un film di ben 190 minuti, diviso in tre parti, che riunisce storie vere, il regista, oltre ad aver presentato un breve trailer del film ci ha parlato della nascita di un progetto così impegnativo e della sua esperienza.

Il sesto Deaf Awards è stato consegnato a Steven G. Torrisi, come direttore artistico della serata, perfettamente riuscita.

Sono state assegnate anche altre Stelle Deaf oltre a quelle a Veronica Maya, Antonio Zequila, Massimiliano Umberti, Annarita Leobruni al direttore artistico della serata Steven Torrisi, alla MUA Emma Morier, a Boryana Georgieva, a Michele Vitale, a David de Keyzer, a Giovanni Fecarotta e Tamara Trajanova e ai responsabili dell’hairstyling e MUA Pietro Ciuccio e Federico Donnarumma (coadiuvati da Michelino Di Maria e Melania Massa).

Tra gli ospiti della serata - evento, non sordi, anche la stilista Concita Petralito.

Gran finale sul palco con una splendida torta ai frutti di bosco dove troneggiava, al centro,  l’emblema dei Deaf Awards.

L’appuntamento è alla prossima edizione, perché la sordità non venga considerata solo ed esclusivamente una diversità culturale e linguistica, l’arte e la cultura vanno celebrate e premiate in tutte le mille sfaccettature, senza pregiudizio alcuno, soltanto così potremo avere una società che si potrà considerare veramente civile ed inclusiva.

 

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