Turismo
Si è conclusa con grandi affluenze la fiera sul turismo dal 10 al 12 febbraio
Deborah Bettega

Bit 2026 alla fiera di Rho (Milano)

I dati confermano come il turismo stia evolvendo verso modelli sempre più ibridi e flessibili. Secondo l'Osservatorio di EY, il 44% dei viaggiatori è potenzialmente interessato a combinare vacanza e lavoro in futuro, quota che sale all'81% tra i business traveler. L’Italia si colloca tra i Paesi più dinamici, con il 49% degli intervistati interessato a queste formule, mentre la Gen Z emerge come la generazione più orientata a questi modelli (74%). Un cambiamento strutturale confermato anche dal contesto normativo: oltre 50 Paesi hanno introdotto visti per digital nomad e l’Italia ha attivato il proprio visto nel 2024.

Accanto alla reputazione e al tema generazionale, emerge con forza il ruolo degli immaginari come veri e propri motori di posizionamento territoriale. Le storie raccontate sullo schermo influenzano le scelte di viaggio, trasformano luoghi reali in destinazioni simboliche e contribuiscono a ridefinire l’identità dei territori.

Il Fest chiama a riflettere sul rapporto tra narrazione, luoghi e sviluppo turistico alcune delle più attive Film Commission italiane e professionisti della regia e della produzione come Stefano Lodovichi, regista del blockbuster Netflix Il Falsario, Francesco Lopez, produttore di progetti di grande impatto come Le indagini di Lolita Lobosco, e Chiara Battistini, regista e autrice di docufilm di successo quale La Mala. Banditi a Milano. Per valutare l’impatto del settore basti pensare che, tra il 2020 e il 2024, la sola Apulia Film Commission ha finanziato 139 progetti per un indotto pari a quasi 80 milioni di euro.

Un ulteriore sguardo sulle trasformazioni del viaggio passa attraverso il dialogo tra moda, lifestyle e identità dei territori, dove estetica, artigianalità e cultura diventano strumenti di racconto e posizionamento. In questa chiave si inserisce il contributo di Antonio e Patrizia Marras, una riflessione sul valore della moda come linguaggio capace di interpretare i luoghi, le comunità e le loro storie.

Tecnologia, dati e nuovi comportamenti

L’analisi delle tendenze mette in luce anche la crescente centralità della tecnologia e dei dati. AI, piattaforme digitali e big data stanno trasformando il modo in cui le destinazioni progettano l’offerta, dialogano con i viaggiatori e personalizzano l’esperienza.

Un cambio di paradigma su cui discuteranno, tra gli altri, esponenti Big Tech come Duane Overgaard di DerbySoft, Zolon Wilkins di WNS o Anil Aggarwal di milestone, protagonisti di un affondo sul dinamico mercato USA, organizzazioni di punta come Trip.com o Netcomm, ed esperti quali Raffaele Gaito, imprenditore digitale, autore e divulgatore, o Mirko Lalli, CEO e fondatore di The Data Appeal Company.  

Come osserva Paolo Audino, manager fieristico e membro dell’Advisory Board, la tecnologia ridefinisce i processi decisionali: il punto non è più la scarsità di informazioni, ma la capacità di trasformarle in decision intelligence. Un approccio in cui l’AI abiliti nuove logiche predittive, in grado di orchestrare flussi, prezzi ed esperienze in tempo reale, senza perdere la dimensione umana del viaggio. a supportare BIT dall’Advisory Board nell’affrontare le logiche del futuro, dai rispettivi punti di osservazione, saranno anche Giovanna Manzi, che coniuga la tecnologia con una leadership riconosciuta nell’hôtellerie, e Caroline Schaefer, con oltre vent’anni di un’esperienza in contesti multinazionali del trasporto aereo.

Storytelling e linguaggi come leve strategiche

Se l’analisi individua le traiettorie, sono i linguaggi a renderle comprensibili e condivisibili. Un’altra tendenza chiave riguarda il ruolo dello storytelling come leva strategica per destinazioni e brand. Raccontare un luogo oggi significa costruire visioni, valori e relazioni, andando oltre la comunicazione promozionale. In collaborazione con La Content, BIT 2026 ospita lo Storytelling Festival, spazio dedicato al racconto del viaggio attraverso parole, immagini e immaginari, e al confronto tra chi le storie le scrive, le progetta e le trasforma in esperienze.

Su questo tema, il Fest coinvolgerà autori e professionisti della narrazione come Cristiano Carriero, Leandra Borsci, Fabrizio Ravallese e il fotografo Mattia Zoppellaro, che affrontano il racconto del viaggio come strumento culturale prima ancora che di business. Accanto alla scrittura, trovano spazio linguaggi complementari come la musica, intesa come forma di racconto e contaminazione culturale, con l’intervento di Valerio Corzani, musicista e autore che integra racconto musicale e fotografia.

In questo scenario, BIT intercetta anche l’evoluzione dei comportamenti di viaggio, il ruolo delle nuove generazioni e la crescente richiesta di esperienze coerenti, autentiche e responsabili. Il contributo delle grandi firme del giornalismo aiuta a leggere queste trasformazioni con uno sguardo critico e stratificato. In particolare, grazie alla collaborazione con In Viaggio con Corriere della Sera, le grandi firme del quotidiano – da Gian Antonio Stella a Venanzio Postiglione, con Francesca Gambarini e Roberta Scorranese – offriranno chiavi di lettura capaci di mettere in relazione il turismo con i più ampi cambiamenti sociali e culturali del Paese. Accanto a loro, Marco Quattrone Publisher e Direttore Marketing del Corriere della Sera e Beatrice Rotta Head of Business InViaggio con Corriere della Sera racconteranno come ha preso vita il progetto, nato da una visione semplice e ambiziosa: trasformare il viaggio in un racconto condiviso, capace di unire persone, luoghi e storie. Contribuiscono ad ampliare lo sguardo giornaliste e autrici che intrecciano la narrazione con nuove forme di racconto del viaggio come Nicole Fouqué ed Eva Crosetta.

Esplorazione, scienza e responsabilità

Dall’osservazione delle tendenze emerge infine una crescente attenzione al viaggio come esperienza di conoscenza, che intreccia esplorazione, scienza e responsabilità ambientale. Il turismo diventa così uno spazio in cui interrogarsi sul rapporto tra uomo, territori e pianeta, attraverso voci come Alex Bellini, esploratore e divulgatore ambientale. Dalla sostenibilità all’inclusione, Andrea De Beni, motivatore, sportivo e co-fondatore di Bionic People, affronterà il rapporto tra disabilità, mobilità e partecipazione allo spazio pubblico.

Amplia ulteriormente la riflessione tra conoscenza e viaggio il contributo di Marco Iezzi, curatore delle collezioni Trasporti e Mobilità del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia di Milano riflettendo sulle trasformazioni del modo di muoversi e di abitare il pianeta, tra memoria del passato e sfide contemporanee.

Dallo sport ai territori: modelli di sviluppo tra città e aree interne

Un altro asse strategico è il rapporto dello sviluppo territoriale con grandi eventi, sport, turismo attivo e slow tourism come processi di lungo periodo. In questa prospettiva si collocano contributi come quello di Paolo Verri, membro dell’Advisory Board e da anni impegnato nell’analisi della legacy culturale e urbana dei grandi eventi, e di Domenico De Maio, che porta l’esperienza diretta di Milano Cortina 2026 sul tema dell’eredità educativa e sociale.

Il confronto si arricchisce di uno sguardo internazionale con Enric Truñó, protagonista della trasformazione di Barcellona dopo i Giochi del 1992, e Sandrine Bouffenoir, che offre la visione francese sul ruolo degli eventi sportivi nel posizionamento delle destinazioni. Accanto alle grandi città, emergono anche modelli territoriali diffusi: dalle esperienze dirette di territori come Toscana, Langhe e Fiandre, al contributo di Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di Milano, che riporta il tema in una più ampia strategia culturale urbana.

Il Travel Makers Fest sarà un luogo in cui il turismo non viene semplicemente raccontato, ma compreso nella sua complessità, per offrire al settore strumenti di lettura utili ad affrontare le sfide del presente e a immaginare i prossimi ecosistemi del viaggio.

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