Arte e cultura
Tania Turnaturi
Fare i presepi. Saperi e pratiche delle comunità
All’interno di Palazzo Altemps, nella chiesa di Sant’Aniceto e nella adiacente cappella di San Carlo Borromeo è esposto un piccolo gruppo di presepi provenienti da diverse Regioni italiane che raccontano, assieme alla Natività, le specificità culturali, territoriali e paesaggistiche dei contesti di provenienza. Attraverso i presepi esposti e le loro storie, la mostra vuole evocare la ricchezza culturale e sociale dell’attività presepiale quale forma espressiva dinamica legata alla vitalità delle comunità, a un fare che veicola il continuo processo di elaborazione e ibridazione di saperi, valori, identità e visioni del mondo.
Ogni anno la costruzione del presepe diventa, per molte comunità territoriali, un’occasione di incontro, di trasmissione di tradizioni, di creatività e di rinnovamento delle relazioni sociali. È inoltre un’espressione di abilità artigianale di presepisti testimoni di tradizioni e conoscenze che spesso sono a rischio di scomparsa.
L’esposizione è organizzata e promossa dall’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale e dall’Associazione Nazionale Città dei Presepi, in collaborazione con il Museo Nazionale Romano - Palazzo Altemps, e con il supporto della Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati.
Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli: "Quella dei presepi è una costellazione nella quale ogni regione, ogni territorio, ogni borgo, manifestano un radicamento, rituale e devozionale, attraverso forme uniche di artigianato e d'arte. I presepi sono espressione di un "sapere dei luoghi” che, per il nostro intento culturale e politico, è il bene immateriale più prezioso ed essenziale per la comunità italiana. La tutela delle nostre tradizioni è naturalmente anche uno degli intenti centrali di questo Governo, come emerge dalla legge 152 del 2024 dedicata ai patrimoni culturali immateriali, e dal sostegno dato all'Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale. L'universo dei presepi italiani è lo specchio, plurale ma unitario, della nostra identità di Nazione".
Il Presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati On.le Federico Mollicone: “L'arte presepiale, oltre a essere un simbolo religioso e cristiano, è un filone culturale importantissimo che va riscoperto e salvaguardato come patrimonio immateriale. Con il Ministero della Cultura e l'Istituto centrale per il patrimonio immateriale (ICPI) stiamo lavorando per la valorizzazione dei presepi viventi, dei presepi storici e dell'arte presepiale”.
Il Direttore dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale Leandro Ventura: “In primo luogo va ricordato il coinvolgimento e la partecipazione di intere comunità attente al presepio come momento di riconoscibilità di un borgo o di un territorio, e poi i molti saperi artigiani, talvolta a rischio di scomparsa, che sono alla base della realizzazione del presepio e che costituiscono la base ineludibile della sua qualità formale. Un altro aspetto da considerare è il legame del presepio con i vari aspetti descrittivi di un territorio che solitamente diventa fonte di ispirazione per la costruzione della scenografia normalmente ispirata ai luoghi noti ai presepisti. E infine va segnalato il rapporto, spesso molto stretto, della rappresentazione presepiale con la tradizione iconografica della Natività nelle immagini dipinte o scolpite”.
La Direttrice del Museo Nazionale Romano Federica Rinaldi: “Ospitare la Mostra Fare i Presepi. Saperi e pratiche delle comunità, unisce storia, arte e tradizioni popolari. Arte e storia si incontrano nel Museo Nazionale Romano a Palazzo Altemps nella chiesta di Sant’Aniceto, papa vissuto nel II secolo d.C., e nella Cappella di San Carlo Borromeo, luoghi di culto privati della famiglia Altemps. Le tradizioni popolari rivivono nel valore simbolico e assieme culturale del presepe, elemento centrale della nostra identità, in grado di promuovere la consapevolezza dell’importanza di preservare e trasmettere il patrimonio immateriale a futura memoria. L’inaugurazione di questa mostra, infine, e la collaborazione con l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale e l’Associazione Nazionale Città dei Presepi rappresentano un’occasione di condivisione di “saperi” in grado di veicolare il significato profondo del fare cultura assieme”.
I presepi esposti, individuati dall’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale in collaborazione con l’Associazione Nazionale Città dei Presepi, sono valorizzati assieme alle conoscenze, alle abilità, ai materiali, agli strumenti di lavoro, alle innovazioni, alla trasmissione intergenerazionale, al vissuto del presepista e alla partecipazione delle comunità nella loro produzione e fruizione.
Tale collaborazione ha avuto tra i suoi principali risultati l’avvio di una mappatura dei presepi raccontati, nei loro legami con la cultura locale, a partire dalla voce dei presepisti e delle comunità che li hanno realizzati. La mappatura online, in continuo aggiornamento, è stata realizzata coinvolgendo anche le Soprintendenze Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Ministero della Cultura e l’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia.
I presepi oggetto di interesse sono dunque anche una forma di espressione culturale la cui importanza risiede nella vitalità di valori sociali, storici e culturali condivisi configurandoli come uno degli strumenti più significativi attraverso cui una comunità racconta sé stessa.
Per ulteriori approfondimenti sulla Mappatura “L’Italia dei Presepi” si possono visitare i seguenti link:
https://www.cittadeipresepi.com/litalia-dei-presepi/ https://icpi.cultura.gov.it/presepi-ditalia/
Museo Nazionale Romano | Palazzo Altemps Via di S. Apollinare, 8 - Roma
Fino al 10 gennaio 2026, dal martedì alla domenica dalle 9:30 alle 19:00 (ultimo ingresso alle 18:00), ingresso da Piazza Sant’Apollinare, 46. Mostra inclusa nel costo del biglietto di ingresso del Museo, salvo le gratuità di legge.
Giornalista Pubblicista Da anni si occupa di turismo, enogastronomia, arte e teatro. Collabora con numerose testate specializzate per le quali scrive reportage di viaggio, articoli di promozione del territorio, eventi enogastronomici, ristoranti, mostre d’arte, cultura, attualità e recensioni teatrali. Appassionata della buona tavola, ama raccogliere erbe selvatiche commestibili e molte specie di funghi che utilizza per piatti di cucina povera e tradizionale.
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