Moda e bellezza
“Casa Spanò”, un salone di bellezza mascherato da appartamento, da una innovativa idea di Michele Spanò
Redazione

“Casa Spanò”

In via dei Greci 40, nel cuore di Roma, Michele Spanò ci ospita nel suo salone di parrucchiere, “Casa Spanò”. Capita spesso che un'attività commerciale si ammanti di un'insegna dove campeggia il sostantivo “casa”, per indurre un senso di accoglienza e ospitalità nel cliente, ma mai come in questo caso possiamo dire di aver trovato un uso così azzeccato della parola. Già l'arredamento di “Casa Spanò” richiama un ambiente domestico: all'ingresso, un elegante lavabo e dei fornelli affiancano il bancone, dove Michele scambia quattro chiacchiere con le clienti in attesa davanti a un caffè; poco più in là, un comodo sofà e un bellissimo tavolo da salotto suscitano un'atmosfera distesa e amichevole; fino a qualche tempo fa, c'era al piano inferiore addirittura una sala giochi, dove i bambini potevano passare il tempo, mentre le loro mamme affidavano i capelli alle sapienti mani di Michele e dei suoi ragazzi. Ciò che però fa davvero la differenza è proprio Michele, che con la sua cordialità, gentilezza e affabilità non può non far sentire a casa chiunque varchi la sua porta.

D:  Michele, come ti sei avvicinato al mondo del beauty?

R:  La “colpa” è tutta di una mia amica romana. Sai, io vengo dalla Calabria, dove ero indirizzato verso tutti altri percorsi. Quando arrivai a Roma, questa mia amica, che studiava presso l'Accademia di moda e make-up, mi introdusse in questo mondo, che era completamente nuovo per me, e ne rimasi folgorato. Mi misi subito a studiare, e in poco tempo divenni truccatore, per interessarmi poco dopo anche alla cura dei capelli. Capii ben presto che c'era da fare una scelta: o proseguire nel campo del make-up, dove i professionisti erano davvero tanti, o specializzarmi esclusivamente come parrucchiere. Potete immaginare com'è andata. La scelta fu senz'altro vincente, perché il fatto di dedicarmi solo ai capelli, invece che limitarmi, mi permetteva di collaborare con i miei colleghi truccatori. Ricordo per esempio che un mio amico truccatore mi fece conoscere il grande fotografo Francesco Escalar, che proprio allora stava emergendo – parliamo della seconda metà degli anni '80. Così, mentre dal martedì al sabato lavoravo come parrucchiere presso un salone a Piazza di Spagna, ogni domenica e lunedì Escalar faceva i suoi servizi fotografici, e io preparavo le acconciature alle sue modelle. Furono un periodo e un'esperienza esaltanti, che mi permisero di lavorare con donne importanti, come Monica Bellucci, Maria Grazia Cucinotta, Claudia Koll e Valeria Marini.

D: Hai anche avuto la possibilità di lavorare con Valentino a Piazza Mignanelli, vero?

R:  Sì. Con Valentino c'è stato un bellissimo rapporto di stretta collaborazione one to one, dato che lui voleva assistere in prima persona a ogni aspetto del processo artistico. Era lui che mi dava delle indicazioni sulle acconciature, in base a come immaginava poi la creazione finita, e mi diceva cose come “Michele, quelli chignon non me li fare troppo alti, che poi mi è difficile mettere i cappelli”. E' davvero un grande professionista, e sono molto orgoglioso di aver lavorato a lungo con lui.

D:  A un certo punto della tua vita arriva anche la televisione.

R:  Sì, è capitato grazie a Enrica Bonaccorti, che era una cliente del salone presso cui lavoravo. I proprietari l'avevano affidata a me, e tra noi nacque una bellissima amicizia. Un giorno mi disse che sarebbe partito a breve un suo nuovo programma televisivo, e che avrebbe voluto dare il mio numero alla redazione, guidata da Gianni Boncompagni. Io ovviamente accettai, e dopo qualche tempo arrivò una chiamata che di fatto segnò l'iniziò della mia esperienza in Rai, come parrucchiere per la trasmissione “Pronto, chi gioca?”. Furono degli anni meravigliosi, che di nuovo mi permisero di entrare in contatto coi personaggi più importanti dell'epoca. Forse quello che più mi colpì fu un mio compaesano, Gianni Versace, che di lì a poco tempo si sarebbe rivelato il genio assoluto quale è stato.

D:  Nel '90 vai poi a vivere in Florida.

R:  Sì, l'opportunità nacque quando una nobildonna romana che viveva a Miami mi propose di andare a lavorare lì. Sai, io sono sempre stato molto ambizioso e desideroso di crescere e scoprire, così non me lo sono fatto ripetere due volte. Sono rimasto a Miami fino al 1993, ed è stata un'esperienza fantastica, che ha contribuito moltissimo a formarmi professionalmente.

D:  Al tuo ritorno in Italia, decidi finalmente di aprire il tuo salone.

R:  Esatto. Dopo un periodo molto intenso, di collaborazioni con case e stilisti molto importanti, che mi hanno portato in giro per il mondo, ho deciso realizzare un sogno che covavo già da un po' di tempo, ossia aprire una mia attività. E' così che nasce “Casa Spanò”, un progetto che negli anni si è espanso, arrivando a toccare addirittura i 13 negozi . Durante tutti questi anni ho potuto togliermi parecchie soddisfazioni.

D: C'è n'è una che ti è rimasta particolarmente impressa?

R:  Ce ne sono tante. Una a cui sono particolarmente legato riguarda una collaborazione che ho fatto con Sant'Egidio. Per molti anni, sotto le feste natalizie, insieme a tutti i miei dipendenti siamo andati a tagliare gratuitamente i capelli a tutti gli ospiti della comunità. Lavoravamo all'aperto, per strada, e sembrava che “Casa Spanò” si  fosse trasferita nei vicoli di Trastevere. E' stata un'esperienza eccezionale, di cui vado molto fiero.

D:  Progetti futuri?

R:  Con il pittore Mauro Russo, che stimo moltissimo, sia per il suo talento artistico che per la passione che mette nel suo lavoro, stiamo pensando di unire le forze in un progetto che possa far dialogare arte e moda. Dobbiamo ancora definire molte cose, ma l'idea piace a entrambi e siamo molto fiduciosi che possa concretizzarsi in qualcosa di bello.

 

Edoardo Cenciarelli

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