Eventi
Nancy Velardita
Pascal Schembri e il Premio Letterario “Scala dei Turchi – Dina Russiello”
Cover: Pascal Schembri e Emanuele Alfieri, un enfant prodige della danza Lo scorso 11 luglio, nella splendida Villa Romana di Realmonte, si è conclusa con successo la quarta edizione del Premio letterario Scala dei Turchi – Dina Russiello. Tale riconoscimento si tiene annualmente a Realmonte, in provincia di Agrigento, ed è rivolto a scrittori e opere letterarie di diverse categorie, inclusi scrittori emergenti.
Il patron del premio, lo scrittore italo – francese Pascal Schembri, intende in tal modo omaggiare la moglie Dina Russiello, donna di cultura prematuramente scomparsa, e celebrare il valore della cultura come testimone e custode della bellezza. Un premio che si prefigge di “creare menti libere e rispettose della qualità dei rapporti umani e della vita”, di nutrirle con confronti e riconoscimenti culturali e di suscitare emozioni e suggestioni durevoli. Il proteiforme artista, pluripremiato, vanta un curriculum prestigioso.
Nato a Realmonte, risiede a Parigi da più di trent’anni. Ha esordito in Italia nel 2008, con il romanzo “Il miracolo di San Calogero”, che ha ottenuto molti consensi da critica e lettori. Ha pubblicato con altri pseudonimi tanto in Francia, quanto nel nostro “Belpaese”, influenzando il dibattito sociale con libri/inchiesta sulla violenza coniugale e con romanzi sulla libertà sessuale. La versatilità dello scrittore non ha tralasciato alcun genere: pamphlet, gialli psicologici, racconti erotici, riflessioni filosofiche, biografie. Presso la Villa romana, la cerimonia di premiazione si è aperta con l’esecuzione di una canzone composta da Schembri, Monterosso Realmonte, un omaggio alla sua terra e ai suoi continui ritorni. “Ogni ricordo è una promessa d’amore”, scrive l’artista, “Ogni volta che posso ritorno da te, un profumo, un’assenza mi riportano qui. Nasce tutto dall’amore”.
Il patron del premio ha annunciato i vincitori del premio letterario per ciascuna sezione.
Il Premio Scrittori emergenti è andato a Beatrice Gucciardo per il libro “Una leggera, sottile illusione” e a Marco Spada per il libro “Fiumi d’inchiostro tra il Piave e l’Isonzo”.
Diverse sono le sezioni che rappresentano la declinazione e l’evolversi di diverse fasi della cultura. Il Premio Scrittori affermati ha visto protagonisti: Francesco Bellanti per il libro “Il quadro di Stalin”, Gerlando Cilona per il libro “Girgenti-Agrigento. Ieri-Oggi, capitale della cultura 2025”, Federico Li Calzi per il libro “Il peso del dubbio”, Enzo Di Natali per il libro “Nanà e le luci di Racalmare”, Giuseppe Crapanzano per il libro “Antonio Vaccaro – Avvocato, Sindaco, Capitano”, Salvatore Parlagreco per il libro “Eschilo – L’enigma dell’aquila assassina”.
Il Premio Poeti è andato a Alberto Guarneri Cirami per il libro “I versi perduti”, Sebastiano Valfrè per la raccolta “Pagine di vita”. Un Premio speciale al poeta Giuseppe Iatì per il libro “Se le rose parlassero”.
Il Premio alla carriera è stato conferito alla poetessa Giuseppina Mira per il libro “E’ ritornato Francesco”, a Diego Romeo, per il film “La notte dei mandorli in fiore”, all’attore Gaetano Aronica e a Francesco Sidoti.
Il Premio alla memoria è stato assegnato a Enzo Alessi, da poco scomparso, che ha speso la vita per la cultura e la storia patria. Il Premio d’onore è andato al Prefetto di Agrigento Salvatore Caccamo.
L’iniziativa ha visto in apertura, dopo la canzone Monte Rosso Realmonte, l’ esibizione del piccolo Emanuele Alfieri, un enfant prodige della danza, che a soli 10 anni è stato selezionato dalla Scuola di danza del Teatro dell’ Opera di Roma, e al quale Schembri ha consegnato un attestato di merito.
Tanti i nomi di spicco del mondo letterario e artistico che hanno dato lustro alla propria terra e, in certi casi, all’Italia intera. Tra il pubblico, tanti intellettuali e collaboratori di Pascal Schembri, impegnati nel portare avanti l’ Associazione Casa del Libro. Parole di elogio per il meritevole lavoro del patron sono state spese dal prefetto di Agrigento Salvatore Caccamo e dal Comandante dei Carabinieri, colonnello Nicola De Tullio che ha sottolineato il ruolo trainante della cultura che – ha detto – “permette di avere un ballerino di fama a soli 10 anni, un sassofonista di talento a soli 13 e che non è solo terra di mafia e malaffare”. Anche il comandante della Guardia di Finanza, colonnello Gabriele Baron, ha sottolineato l'intraprendenza e il calore della gente del luogo. Il vicario del Capo di gabinetto dell’assessore Regionale ai BB.CC., Gilberto Marchese Ragona, ha portato il saluto della Regione siciliana e dell’assessore Scarpinato evidenziando che il premio Scala dei Turchi si configura, per la sua qualità, come fiore all’occhiello degli eventi di Agrigento Capitale della cultura. Ha poi espresso il suo apprezzamento verso il poeta Giuseppe Iatì e il sostegno offerto a quest’ultimo dal Sindaco di Montallegro, ovvero la politica che promuove la crescita culturale del territorio. Il premio, inoltre, intende valorizzare chi sente il senso di appartenenza alla comunità, in quanto la propagazione di ideali quali la bellezza, l'amore per la scrittura, il merito, fanno sì che vengano implementati positivi valori identitari e comunitari.
Nunzia Velardita
Docente di lettere
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