Turismo
Spiagge di sabbia bianca e città coloniali nell’isola del primo insediamento europeo nelle Americhe
Tania Turnaturi

La Repubblica Dominicana si presenta

Il 5 dicembre 1492 Cristoforo Colombo sbarcò con le sue navi nell’isola delle Grandi Antille, che chiamò Hispaniola, e vi lasciò un insediamento di 39 marinai, La Navidad. Tornato l'anno successivo lo trovò distrutto e ne fondò un altro più a est, nel territorio dell'attuale Repubblica Dominicana, chiamandolo La Isabela, ritenuto il primo insediamento europeo nel nuovo continente delle Americhe.  

La Repubblica Dominicana offre scenari da paradiso terrestre: estese spiagge di sabbia bianca, acque cristalline, clima tropicale caraibico, attirando sempre più con tanta bellezza un turismo internazionale.

Il Ministro del Turismo della Repubblica Dominicana David Collado ha presentato, con travolgente entusiasmo nel corso di un roadshow a Roma, una messe di dati che descrivono il paese caraibico non solo come una meta di vacanza balneare ma come un attrattore di investimenti, in crescita nel rapporto bilaterale con l’Italia, facendo registrare un +10% sull’anno precedente.

Il Paese vanta estese bellezze naturali come i nove Parchi nazionali di cui il sottomarino Parco Nazionale La Caleta e le aree protette nell’entroterra ricche di corsi d’acqua e scenografiche cascate, che regalano scenari mozzafiato.

Oltre ai paesaggi, importante è la ricchezza del patrimonio culturale, con le splendide e tipiche città coloniali, che esibiscono monumenti ed edifici storici perfettamente conservati.

Sorprendentemente coinvolgente è la propensione all’accoglienza e il sorriso perennemente stampato sui volti di giovani e adulti, negli incroci somatici delle varie etnie.

Chi, oltre alla vacanza balneare, vuole vivere un’autentica esperienza caraibica, può immergersi nel centro storico di Santo Domingo, la più antica città di fondazione europea nelle Americhe, la cui zona coloniale con edifici del sedicesimo secolo è il primo sito della Repubblica Dominicana iscritto, nel 1990, nella lista del Patrimonio Unesco. Nel sud, si può fare un’esperienza di turismo sostenibile nella natura incontaminata a Barahona, o ancora, nel territorio nord-orientale a Samaná che propone attività ecoturistiche e una straordinaria biodiversità.

La promozione turistica punta anche su località che iniziano a offrire interessanti proposte per entrare in contatto con le tipicità come Miches, Santiago e la costa nord con Cabarete e Puerto Plata, per scoprire la strada del caffè e del cacao, distillerie di rum, piantagioni di tabacco e sport acquatici per tutte le esigenze.

L’area di Miches sta vivendo un fiorente sviluppo grazie anche alle esclusive strutture alberghiere inaugurate di recente come lo Zemi Miches All inclusive Resort e il Viva Miches, ed è in fase di realizzazione il Four Seasons All Inclusive.

Al nord, Cabarete è rinomata per il kitesurf, il surf e il windsurf, e Puerto Plata per le celebri spiagge come Playa Dorada.

La gastronomia conquista i palati. Un classico della cucina creola dominicana è il locrio (paella caraibica); l'asopao è una zuppa di riso, pollo, pomodoro e coriandolo; i tostones o fritos sono fette di platano verde fritte che possono accompagnare gli yaniqueques di farina di grano, o i bollitos de yuca, palline di yucca fritte ripiene di formaggio o di polpa di granchio.

Vari i dolci, tra cui il dulce de leche, comune a tutta l'area caraibica, il dulce de coco e il majarete simile a un budino di farina di mais, latte di cocco, zucchero, cannella e vaniglia in polvere.

www.godominicanrepublic.com/it/

Tania Turnaturi

Giornalista Pubblicista Da anni si occupa di turismo, enogastronomia, arte e teatro. Collabora con numerose testate specializzate per le quali scrive reportage di viaggio, articoli di promozione del territorio, eventi enogastronomici, ristoranti, mostre d’arte, cultura, attualità e recensioni teatrali. Appassionata della buona tavola, ama raccogliere erbe selvatiche commestibili e molte specie di funghi che utilizza per piatti di cucina povera e tradizionale.

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