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Roberto Dionisi
La cura per l’holiday blues secondo African Explorer Ovvero, i viaggi di Natale per chi odia (o ama poco) il Natale!
Una ricetta perfetta contro l’holiday blues, ma anche l’occasione per festeggiare con spirito #explorer la fine dell’anno vecchio e l’arrivo di quello nuovo. Questo è per chi non ne può più dell’inestinguibile dibattito sulla preferenza per pandoro o panettone; per chi ha visto fin troppe volte lo zio gridare ambo al primo estratto dell’interminabile tombolata; per i vegetariani costretti a rifiutare cotechini e zamponi di mezzanotte da abbinare alle lenticchie o per chi è stanco di attaccare palline e lampadine ai rami dell’abete solo per poi staccarle un mese dopo. Anche basta.
Quest’anno lasciamolo nell’armadio, il maglione con i rombi e le renne: abbiamo deciso di trascorrerli in infradito e canotta o in bermuda e sahariana, il Natale e Capodanno. Anzi, ancora meglio, di non trascorrerli affatto, sospendere il tempo in una dimensione parallela senza dolci, regali o stelle comete. Partire dall’Italia a dicembre 2024 e ritrovarsi, per magia, di nuovo a casa a festività concluse. Wow !
No, se non ami il Natale non è detto che tu sia il Grinch: potesti semplicemente essere affetto dal cosiddetto holiday blues, ovvero quel profondo senso di malinconia che accompagna sempre più persone nel periodo delle festività, soprattutto quelle cariche di significato e aspettative come il Natale e il Capodanno.
Fortunatamente, gli specialisti di African Explorer, punto di riferimento in Italia per i viaggi nel continente africano da oltre 50 anni, hanno la ricetta giusta per affrontarne i sintomi: le partenze speciali di Natale e Capodanno in Africa, pensate proprio per chi, almeno una volta, ha voglia di passare una buona fine e un buon principio lontano dallo stress, tra safari e relax, tra mare e cultura, tra le dune del Namib e il brulicare delle grandi città.
Se avverti uno di questi sintomi… potresti essere il Grinch
È il 22 di dicembre: niente giri all’impazzata per la città o per un centro commerciale alla ricerca del regalo giusto per la persona giusta da imballare con la carta e i biglietti giusti; niente chiamate dell’ultimo minuto al ristorante dove fare il cenone, né spese pazze in pescheria per chi lo fa a casa.
Immagina un 22 dicembre dove l’unica preoccupazione è: “ma l’ho messo lo spazzolino nella borsa?”.
Mal di… carta da regalo Kitsch – Natale in mongolfiera nel Masai Mara / Kenya dal Mara al mare (22 dicembre – 16 giorni e 13 notti)
Si parte leggeri, per il Kenya! O, meglio, si parte pronti a riempire le borse dello spirito da esploratori di cose mai viste che ci faranno stropicciare gli occhi. Lasciata Nairobi il giorno della Vigilia, si passerà la notte nelle meravigliose strutture del Mara Sopa Lodge, nella riserva del Masai Mara, per poi partire, l’indomani, per il primo fotosafari di questo viaggio. Non sarà l’unico, ma il safari di Natale è speciale: non tanto perché è Natale, ma perché c’è la possibilità, facoltativamente, di svolgerlo in mongolfiera.
E no, per regalarsi un safari in mongolfiera non serve la carta da regalo!
E a Capodanno? In spiaggia nella candida Diani Beach!
Mal di… presepi e maglioni con i rombi – Natale in safari, Capodanno in infradito! / Tanzania Explorer e Zanzibar (23 dicembre – 15 giorni e 12 notti)
Da Gaspare, Melchiorre e Baldassarre a Serengeti, Ngorongoro e Tarangire: una triade natalizia speciale, quella dei Parchi Nazionali della Tanzania da attraversare con African Explorer a bordo di un veicolo fuoristrada con tettuccio apribile. Un “presepe” fatto di crateri vulcanici abitati dai grandi felini africani, laghi azzurri dove incontrare ippopotami, gnu e quasi 500 specie di uccelli. E dopo aver attraversato alcuni villaggi Masai, sarà possibile vedere praterie e savane del Serengeti dall’alto, in mongolfiera.
Niente maglioni con i rombi nemmeno nella seconda parte del tour, che ci porterà nella meravigliosa isola di Zanzibar, dove iniziare il 2025 all’insegna della bellezza in costume da bagno e infradito.
Mal di… consumismo sfrenato – Capodanno nel deserto del Namib / Namibia Explorer (26 dicembre – 13 notti e 10 giorni)
Si parte di Santo Stefano, per questa Namibia che oppone alle spese pazze degli ultimi giorni dell’anno le pacifiche dune color albicocca delle ampie distese desertiche del Namib e del Kalahari.
Prima ancora, si visiterà il primo dell’anno l’area del Damarland, tra le incisioni rupestri del Twyfelfontein (la più grande collezione dell’Africa australe) e le ardite conformazioni geologiche di Burnt Mountain, dalle cosiddette canne d’organo alla petrified forest.
Mal di… il solito film di Natale – Capodanno nel Marocco imperiale e cinematografico
Moroccan New Year’s Eve: la bellezza di poter rispondere alla madre di tutte le domande ansiogene di questo mese – cosa fai a Capodanno? – che il 2024 lo saluteremo dalle città imperiali del Marocco con il tour Marocco Smart (28 dicembre – 8 giorni e 7 notti).
Dai vicoli di blu intenso di Chefchaouen a quelli della medina di Fez, capitale spirituale del paese, fino al color ocra di un tramonto nella vivacissima piazza Djemaa El Fna, cuore di Marrakech, tra artisti d’ogni genere e incantatori di serpenti. Per gli amanti del grande cinema, invece, il Capodanno di Marocco Magic (26 dicembre – 7 giorni 6 notti) raggiunge la località di Ait Benhaddou, nella cui kasbah sono stati girati capolavori del calibro di Lawrence d’Arabia, Il gioiello del Nilo, Il thè nel deserto e Il gladiatore.
Mal di… fuochi d’artificio – Capodanno sulla Panorama Route sudafricana
E se al posto del fragore dei fuochi nei cieli delle nostre città, a salutare il 2024 fosse lo scintillare silenzioso del cielo stellato sudafricano del cuore del Sudafrica? Con Sudafrica Explorer (26 dicembre – 11 giorni e 8 notti), lasciata Città del Capo e le sue winelands, la Table Mountain e la toccante visita al centro di ricerca e tutela Elephant Whispers, sarà la volta della Panorama Route e dei canyon, come il Blyde River, il terzo più grande al mondo. È qui che vedremo la prima alba del nuovo anno con una vista invidiabile.
Gli esperti di African Explorer mettono in guardia anche dall’unico effetto collaterale di questa cura: il Mal d’Africa, naturalmente, che arriva puntuale a qualche giorno dal rientro in Italia e non va via prima del prossimo viaggio in questo continente grande e generoso. Semplicemente UNFORGETTABLE!
Fondatore del magazine, scrive anche di arte, architettura e design, eventi e turismo
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