Enogastronomia
Siglato al SANA 2021 accordo tra Anabio e ditte sementiere per favorire incontro tra domanda e offerta. Appello al Mipaaf per un Piano di ricerca dedicato
Sergio Ferroni

In Italia solo poco più del 5% della superficie sementiera nazionale è destinata alla produzione di sementi bio. Si tratta di quasi 11.000 ettari sui 203.000 complessivi riservati all’attività di moltiplicazione del seme. Questo vuol dire che, per la maggior parte delle coltivazioni, sono disponibili soltanto poche nuove varietà adatte all’agricoltura biologica e, spesso, notevolmente più costose.

Ecco perché Cia-Agricoltori Italiani, assieme alla sua associazione dedicata Anabio, ha lanciato dal SANA 2021 il “Progetto Sementi Biologiche”. Obiettivo migliorare e accrescere la disponibilità e la qualità di sementi bio, puntando da una parte alla stipula di accordi interprofessionali con le ditte sementiere, e dall’altra chiedendo al Mipaaf di avviare finalmente il Piano nazionale di ricerca per le sementi biologiche.

            Il primo accordo è stato firmato proprio oggi a BolognaFiere con lo scopo di favorire l’incontro tra domanda e offerta di sementi bio. Nel protocollo d’intesa - firmato tra Anabio Cia e Arcoiris srl, C.A.C., Co.Na.Se. Consorzio Nazionale Sementi, cooperativa La Terra e il Cielo, CGS spa, Guerresi srl e Prometeo srl,ma aperto a ulteriori partner interessati al progetto - le aziende sementiere coinvolte si impegnano a mettere a punto un assortimento di varietà disponibili alla produzione di sementi bio certificate. Anabio, da parte sua, farà da punto di raccolta delle richieste delle imprese associate formulando veri e propri pre-ordini con i quantitativi di ciascuna specie. In questo modo, le ditte sementiere si garantiscono una domanda che permette loro di programmare la produzione con un’auspicabile economia di scala che consentirà di contenere i costi; dall’altro lato gli agricoltori associati di Anabio-Cia potranno usufruire del seme bio certificato a costi competitivi. Se il processo evolve, potrà essere applicato su scala più ampia e consentire un circolo virtuoso che permetterà alle aziende sementiere di dedicare una parte del loro budget di ricerca e sviluppo alla costituzione di nuove varietà appositamente selezionate per essere coltivate in ambiente bio.

            “Con il Green Deal, la Ue si è data l’imperativo di far crescere il biologico fino a raggiungere il 25% della superficie agricola utilizzata entro il 2030 -ha ricordato il presidente nazionale di Anabio, Federico Marchini-. In questo contesto, la sfida delle sementi bio è una delle più importanti. A fronte del successo crescente del metodo biologico nel settore primario (2 milioni di ettari in Italia per un valore alla produzione di 3 miliardi di euro), ora bisogna far decollare lo stesso metodo nel comparto sementiero. Anche a tutela della biodiversità e, quindi, della salute della terra”.

            Attivare questo processo vuol dire, inoltre, guardare alla scadenza del 2036, quando non sarà più possibile fare ricorso al sistema delle autorizzazioni in deroga, previsto anche dalle norme Ue, per l’impiego di sementi convenzionali anche nell’agricoltura bio. Oggi già 2 specie non sono più in deroga (erba medica e trifoglio alessandrino), a cui se ne potrebbero aggiungere altre 15 nel corso del 2022 (come frumento duro e tenero, avena, lenticchia, fava, farro, orzo). Anche in virtù di questo, secondo Anabio-Cia, la Banca Dati Sementi, operativa dal 2019 e che al momento contiene 878 varietà, se opportunamente revisionata, può diventare davvero lo strumento di gestione per la moltiplicazione vegetativa con metodo biologico. Ma non basta. E’ altrettanto necessario che il Ministero delle Politiche agricole acceleri sulla definizione e sul finanziamento di un nuovo Piano nazionale per le sementi biologiche, annunciato da oltre un anno, ma ancora bloccato nell’iter amministrativo.

            “La disponibilità sul mercato di sementi biologiche di qualità e a prezzi concorrenziali è fondamentale per un sano sviluppo del settore -ha concluso il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino-. La valorizzazione delle produzioni deve continuare a crescere, sostenuta dall’innovazione e dalla ricerca, anche in campo sementiero, per aiutare l’agricoltura bio a diventare sempre di più un pilastro della sostenibilità, economica e ambientale”.

 

 

 

News correlate
L’arte della norcineria all’Agriturismo Corte Lantieri Lantieri di Capriolo  in occasione del Festival del Franciacorta

Visite guidate in cantina con degustazione e delizie in tavola con il Menù Festival Franciacorta


DAI SETTE COLLI DI ROMA AL “SETTIMO ROMAN CUISINE & TERRACE”

Lo Chef Giuseppe D’Alessio presenta una cucina all’insegna della romanità, della stagionalità e della qualità


AL METROPOLITA: UN MIX DI SAPORI E DELIZIOSI ABBINAMENTI

Elegante, accogliente e ricercato, il “Metropolita”, tempio della mixology capitolina, rinfresca le caldissime serate dell’estate romana


TUTTI A BORDO SULLA “SCIALUPPA” DA SALVATORE A FREGENE

La buona cucina in riva al mare presentata dallo chef Fabio Di Vilio


PANE&PANETTIERI D’ITALIA 2022

La classifica dei migliori panificatori italiani


Vino: Cia dal Forum Nazionale, entro 2021 rimbalzo del 9%. Già persi 3 mld

L’evento in collaborazione con Uiv. Ripresa ancora lenta, investire su promozione Made in Italy, e-commerce (+120%) ed export in Cina (+22%). Boom di rosati e bollicine (1 mld di bottiglie nei prossimi tre anni)


Sapori del Perù - Il meglio dei prodotti agroalimentari peruviani in scena a Milano

Promperú Italia, Commissione Peruviana per la Promozione delle Esportazioni e del Turismo del Perù in Italia, mette in scena i prodotti agroalimentari peruviani


Slovenia: esperienze a suon di BIRRA

Conosci la birra Slovena? Vieni a scoprire l’offerta (e la bontà del prodotto) di uno dei maggiori esportatori di luppolo al mondo.


DENTROFUORI: PRELIBATEZZE GASTRONOMICHE AI CASTELLI ROMANI

Il progetto ristorativo ideato da Cristian Federici evolve nel DF Exclusive 2.0: Pinsa romana, cucina gourmet e il sushi di carne e di pesce


RistoFante, il nuovo tempio del gusto

Il locaole ad Alzano Lombardo in provincia di Bergamo