Enogastronomia
Nel progetto work-in-progress del Cammino di San Francesco Caracciolo un ruolo fondamentale hanno le campagne di crowdfunding.
Sergio Ferroni

Il pane come simbolo di cibo spirituale ma anche cibo materiale per il corpo, in omaggio all’opera di San Francesco Caracciolo come rappresentato anche dal monumento a lui dedicato nell’opera di Alfredo Vismara, figlio adottivo di Villa Santa Maria dove il Santo nacque, méta quasi obbligata di tutti i Cuochi d’Italia, di cui è Patrono.

Ecco perché Rodolfo Molettieri titolare dell’Antica Forneria Molettieri di Napoli, i molisani Panetteria "La Spiga d'Oro" di Mario Porrone, Panificio Pasticceria Alto Molise di Manuela Di Lullo e Masseria-Bottega Del Pane di Mario Di Rienzo e Giovanna Masciotra, hanno deciso di mettere le mani in pasta per supportare la realizzazione del Cammino di San Francesco Caracciolo, lanciando la sfida, come maestri panettieri, ad altri panettieri e panifici: buoni come il pane.

Il cammino, per ora realizzato in 50 degli oltre 500 km che lo comporranno nella totalità, porterà alla scoperta di circa 70 comuni, piccoli borghi disseminati in 4 regioni, dalle Marche alla Campania passando per Abruzzo e Molise. Lungo il percorso i camminatori potranno scoprirne le risorse enogastronomiche, incontreranno agricoltori locali custodi della terra e della biodiversità e tanti panettieri che, con mani sapienti, trasformano le nobili materie prime per raccontare il loro territorio e la loro storia, nel rispetto della natura, dei prodotti, della tradizione, come insegna la lavorazione del pane.

Tra i 6 panifici coinvolti spicca la storia di Giovanni De Lollis della Panetteria De Lollis a Villa Santa Maria: panettiere di seconda generazione dal 1984, Giovanni si è focalizzato sul pane a lievitazione naturale: da oltre 30 anni, Giovanni si prende cura del suo lievito tanto da essere depositato nella banca mondiale del lievito naturale di Bruxelles perché considerato purissimo.

Oltre a ‘coltivare’ il suo lievito, Giovanni coltiva il grano della qualità "senatore cappelli", macinato ogni mese nel suo mulino a pietra e poi utilizzato per la panificazione.

Grande sperimentatore, Giovanni sta attualmente lavorando alla produzione di pane con acqua di caglio.

Rodolfo Molettieri, promotore della campagna ‘Buoni come il pane’, è anche impegnato nello studio - con un gruppo di agronomi e di coltivatori, che hanno sviluppato delle popolazioni di grano chiamati ‘grani evolutivi di Aleppo’ – di un pane sostenibile con ridotto impatto sull’ambiente e molto sano per l’uomo. Un contributo il suo, volto a migliorare le condizioni di vita su questo pianeta, in perfetta armonia con lo spirito che ha animato la campagna di crowdfunding a sostegno del cammino, delle comunità locali e dunque dei valori spirituali di San Francesco Caracciolo.


 

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