Architettura e design
Grande mostra di Dalì al Vittoriano di Roma, dove però il grande Maestro del novecento dimostra di essere un po' scarso nella conoscenza della storia dell'arte!
Roberto Dionisi

E proprio tra il materiale documentario in esposizione, figura il filmato di una intervista RAI degli anni ’60 effettuata dall’allora notissimo giornalista Rai Carlo Mazzarella al già celebratissimo Dalì.

Per l’intervista i due, il giornalista Mazzarella e il grande Maestro si trovano all’interno di Palazzo Spada, avendo scelto come sfondo la celeberrima “Prospettiva” del Borromini, un virtuosistico trompe-l’oeil architettonico dove il grande architetto del seicento dimostra tutta la sua genialità e perizia riuscendo a creare un inganno prospettico che fa apparire una galleria di poco più di 8 metri imponente come se la sua lunghezza fosse invece di 35 metri.

Bene, nel corso dell’intervista la scelta del luogo si rivela assolutamente non casuale perché buona parte dell’intervista verte proprio sull’opinione di Dalì rispetto all’importanza dei grandi artisti italiani che hanno influenzato il suo lavoro. E uno di questi, e non a caso si trovano lì, è proprio l’autore di quel capolavoro di falsa prospettiva.

Ma nel nominarlo…udite…udite (come direbbe  Ezio Greggio!) non si parla di Borromini, ma bensì di Palladio, che non solo non è l’autore di quell’opera, ma che, come invece tutti sanno, non ha mai operato a Roma ma bensì nel suo Veneto! E, per aggiunta, è un architetto del Rinascimento e non del Barocco!

E non si tratta, no, di un semplice lapsus come tutti noi vorremmo sperare, ma di un vero clamoroso errore di attribuzione, visto che per tutta l’intervista si continua a parlare…proprio del Palladio e della sua opera! Gaffe ancora più paradossale se si considera che è lo stesso intervistatore a lanciare l’argomento Palladio, dimostrando la precisa volontà di occuparsi proprio di lui nello scegliere anche come luogo dell’intervista una sua presunta opera (dove non ci si è quindi recati per caso!)Dunque entrambi, il celebratissimo Maestro dell’Arte del Novecento e il celebre giornalista Rai dimostrano una cultura artistica alquanto approssimativa!

Ma non basta: ci sarà stato anche un responsabile per riprese e messa in onda?!  E sicuramente anche qualche funzionario preposto! Possibile allora che nessuno si sia avveduto di una gaffe talmente paradossale da poterla definire storica!

Ma la vera sorpresa è constatare poi che una siffatta storica cantonata, passata inosservata per decenni, e consegnata ancora sorprendentemente ignorata alle Teche Rai, viene ripescata (…inavvertitamente! ) proprio come materiale celebrativodella vita e dell’opera del Maestro! Possibile che tra tutti quelli che hanno maneggiato il documento, quelli che lo hanno recuperato dalle Teche Rai, quelli che ne hanno deciso l’utilizzo per una mostra di tale caratura…e tutte le mani di addetti, tecnici, curatori, organizzatori, professori emeriti e insigni esperti fra le quali deve essere necessariamente passato il filmato per essere proposto addirittura in più di una sezione della mostra…possibile che nessuno si sia avveduto di siffatto madornale errore!

Anche loro, oltre naturalmente a Dalì e Mazzarella, potrebbero essere candidati al 1° posto della quotidiana classifica dei “ nuovi mostri” di Striscia la notizia!

O ad essere eternati nella classifica degli incompetenti, in buona compagnia con illustri predecessori come le vittime della burla dei falsi Modigliani o i tanti altri italici tromboni!

 

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