Turismo
LA BELLEZZA DELL’ AUTUNNO NEL CUORE DELLA TOSCANA
Francesca Sirignani

Vacanze al mare e caldo torrido alle spalle, la felicità si sposta a Gambassi Terme  tra vallate incastonate nei boschi, borghi rinascimentali, uliveti e vigneti a perdita d'occhio. Qui la natura si impone tra i grandi capolavori e tesori dell'umanità. Bellezza sontuosa ed armonia compongono un paesaggio che viene voglia di accarezzare.

Gambassi Terme  è un luogo storicamente vocato al benessere e all’accoglienza, mantenendo la sua dimensione rurale più autentica. Nel corso degli anni, infatti, molti casolari abbandonati sono stati recuperati, gli antichi vigneti, gli oliveti sono tornati a vivere, molte famiglie contadine hanno aperto le porte di casa, offrendo quella più tipica ospitalità che hanno sempre avuto nelle vene.

La Via Francigena, inoltre, attraversa questo meraviglioso territorio per una cinquantina di chilometri, toccando il borgo di Fucecchio, dove oltrepassa l’Arno per proseguire verso la vicina San Miniato e continuare in direzione sud tra le verdi campagne e i boschi di Castelfiorentino e Gambassi Terme.

La più breve delle tre tappe  collega proprio il centro di Gambassi con il famoso borgo di San Gimignano e può essere percorsa in circa tre ore. Da non perdere soprattutto per la bellezza paesaggistica e per godere di un’inedita veduta delle maestose torri medievali di San Gimignano.

Se dopo questa splendida passeggiata si sentirà il proprio corpo stanco, bisognerà fare assolutamente una sosta alla Terme della Via Francigena, nel centro di Gambassi: oltre al personale specializzato, la struttura  offre una vasca idromassaggio, una piscina d’acqua calda, la sauna e il bagno turco. Queste acque termali sfruttano le benefiche proprietà dell’acqua salsa di Pillo proponendo trattamenti per la cura del corpo e dello spirito che ben si sposano con i sapori genuini dell’olio e del vino che questa terra regala in abbondanza.

Inoltre, il parco comunale di Gambassi Terme, il cuore verde del borgo, si sviluppa parallelo alla centralissima Via Garibaldi e offre un’alternativa pedonale a chi, dallo stabilimento termale, voglia scendere in Piazza Roma soprattutto per le serate estive e crocevia verso il vecchio borgo. Tra il XIX e XX secolo il giardino faceva parte della proprietà della famiglia Sinnai, passata poi di mano ai Niccoli che dal 1916 iniziarono a impiantare piante ed essenze pregiate, una collezione di curiosità naturali provenienti da oltremare, dai numerosi viaggi che il proprietario della villa faceva nelle Americhe e in Africa.

A causa del crollo finanziario della famiglia Niccoli, il Comune riuscì, tra il 1936 e il  ’38, a comprare il grande Podere Giardino. Oggi, all’ombra del pino nero, della robinia che a fine primavera si tinge di delicati fiori bianchi, all’ombra del maestoso ippocastano, dei lecci e dei cipressi, scorre la vita dei gambassini. Nei pomeriggi di primavera o nelle serate estive si riempie di voci, di pianti infantili, di amori adolescenziali e passeggiate della terza età. È un bel parco pubblico, uno dei più bei tramonti del paese.

Un’altra sosta d’obbligo è alla  Pieve di Santa Maria a Chianni, simbolo di Gambassi Terme, che sembra sempre essere baciata dal sole. La chiesa, caratterizzata per quella sobrietà tipica dell’arte romanica, è  suddivisa all’interno in tre navate da due ordini di colonne tutte diverse tra loro per dimensioni, materiali e, soprattutto per i fantastici capitelli scolpiti con motivi vegetali o antropomorfi.

Sarà per i pini che le fanno da sipario, sarà l’austera partitura romanica della facciata, la pulizia degli archi ciechi, senza fronzoli o  è per via della strada che passa più in basso  che impone ad ogni visitatore di guardarla da giù in su, forse è per tutto questo che la pieve emerge così maestosa in quest’angolo di Toscana.

Anche la tavola a Gambassi Terme cambia il suo gusto in autunno: le fragranze sono quelle dell'uva e del mosto, i sapori si fanno più intensi e nel calice, dopo tante bollicine e bianchi ghiacciati, si torna a desiderare un buon rosso, rotondo e profondo, magari da abbinare ai formaggi stagionati anche solo per una merenda o un pic nic sull'erba.

Si cammina su strade di campagna, osservando filari di viti incorniciati da sfilate di cipressi e ingentiliti da cespugli di rose mentre in mente mi ritornano le parole di Luigi Veronelli "per capire un vino bisogna camminare le vigne" e lungo quei sentieri si incontrano persone solari,  panorami rilassanti, scorci meravigliosi dove fare trekking e un ambiente ancora genuino.

 

Francesca Sirignani

 

 

Francesca Sirignani

Giornalista pubblicista specializzata in tematiche turistiche ed europee. Ha conseguito una laurea in Giurisprudenza e, dopo aver ottenuto la seconda laurea in Studi Europei ed Internazionali, ha approfondito la conoscenza dell’inglese e del francese viaggiando e frequentando corsi linguistici all’estero. Collabora con diversi un periodici specializzati in viaggi e rivolti a chi è appassionato di turismo, cultura ed enogastronomia. Si è occupata anche della redazione dei magazine dell‘ Hotel Indigo St. George, un boutique hotel 5 stelle lusso di Roma. La passione che nutre per le culture, le tradizioni e i paesaggi di altri popoli l’hanno sempre portata a viaggiare e a fotografare molti Paesi.

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