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Un viaggio totalizzante che beneficia della quiete che segue la stagione estiva.
Sergio Ferroni

Luci d’autunno su Ogliastra e Barbagia

Nella luce ambrata d’autunno la Sardegna non convenzionale di Ogliastra e Barbagia attrae esploratori attivi in cerca d’ispirazione: là dove il corpo può cimentarsi in imprese fisiche di vario livello e tipologia all’aria aperta, lo spirito trova ispirazione nella narrazione che, dall’epoca pre-nuragica, approda all’attualità di spazi espositivi moderni e funzionali,  e di una progettualità volta a rilanciare il territorio sotto la stella del progresso culturale. Come non citare poi l’eccellente gastronomia della tradizione? Un viaggio totalizzante che beneficia della quiete che segue la stagione estiva. 

Nel cuore della Sardegna aspra e selvaggia, ci sono luoghi dove si apprezza ‘il valore del ritmo delle parole che portano al silenzio’ come Ulassai, luogo natale della grande artista Maria Lai, che lo ha allontanato dal rischio di isolamento grazie alla sua produzione artistica, sparsa nelle piazze, nelle strade e nei sentieri che portano ai ‘tacchi’ ovvero alle montagne, dalla caratteristica forma a ‘tacco’ di scarpa rovesciato.  A Ulassai oltre che nelle strade e nelle piazze, l’opera di Maria Lai è custodita alla Stazione dell’Arte: 3 caseggiati della vecchia stazione ferroviaria conservano 150 opere dell’artista e ne raccontano la personalità umilmente innovativa, che seppe tessere una trama indissolubile tra la sua arte e il borgo. E proprio seguendo i fili di questa fitta trama si raggiunge la grotta di Su Marmuri, scavata nel corso dei millenni dalla forza delle acque e sito di una stalagmite gigante di ben 20 metri di altezza.  In questo angolo di Sardegna l’antica storia della civiltà nuragica si intreccia con quella moderna e le leggende locali: a Osini troviamo un esteso complesso nuragico, Su Serbissi, costruito ad alta quota, con resti di 8 capanne, 2 tombe di giganti e 2 nuraghi monotorre. Il borgo originario di Osini venne abbandonato nel 1951 a causa di un alluvione ed è oggi un villaggio fantasma dove si possono ancora ammirare le antiche case circondate dagli orti, oggi interessate da un progetto di riqualificazione.   Ritornando alle antiche civiltà, a pochi passi dal mare e a soli cinque chilometri da Tortolì si possono visitare i nuraghi s’Ortali e su Monti e nelle vicinanze una tomba di Giganti, due menhir e una Domus de Janas, tombe dell’età neolitica scavate nella roccia.   In questa terra, dove mare e montagna si abbracciano, è un attimo abbandonare i boschi di lecci secolari e le foreste di roverelle, gli alti e incombenti ‘tacchi’, per tuffarsi nell’acqua cristallina della costa ogliastrina: partendo da nord, si incontrano le cale della costa di Baunei, raggiungibili solo via mare o a piedi come cala Luna, cala Sisine, cala Biriala, cala Mariolu, la spiaggia dei Gabbiani e cala Goloritzé. È il momento dell’anno ideale per indugiare nel silenzio di questi luoghi: lo sforzo fisico per raggiungerli è lenito dalla brezza marina e dal tiepido sole. Più a sud si incontrano scenari tra i più vari: baie di ciottoli tondi (Coccorocci), rocce rosse (Cala ‘ e Lua) e ampie spiagge (litorale di Orrì), tutte diverse tra loro.  Riavviciniamoci a Ulassai per una parentesi enologica: ci fermiamo a Jerzu dove si produce il cannonau, uno dei vini più antichi dell’isola e che si dice essere uno degli elisir di lunga vita degli ogliastrini: una delle 5 blue zone del mondo, si trova proprio in Ogliastra, che vanta un alto tasso di longevità degli abitanti soprattutto nei comuni montani di Villagrande Strisaili, Arzana, Talana, Baunei, Urzulei, Ulassai e Perdasdefogu.  Ogliastra e Barbagia si fondono naturalmente in quel sistema montuoso calcareo chiamato Supramonte, che si estende dalle pendici del Gennargentu fino al Golfo di Orosei: si tratta di una terra di confine impenetrabile e aperta sulla costa precedendentemente descritta da un susseguirsi di calette lambite da un mare da cartolina. Questa è la terra dei trekkers e dei climbers, ma è frequentata anche dagli amanti del parapendio. In particolare, proprio in autunno (e in primavera) viene organizzato il percorso di trekking ‘Selvaggio blu’: una settimana di cammino con ‘i piedi nell’aria’ (400 metri d’altitudine a picco sul mare) su sentieri antichi, strade impervie costruite dai carbonari e utilizzate poi dai pastori.  Definisce il confine tra Ogliastra e Barbagia il canyon Su Gorropu, una gola lunga circa 1,5 km e profonda oltre 500 metri; un capolavoro della natura e scrigno di biodiversità dove possiamo trovare l’aquilegia nuragica, una delle 50 specie a rischio di estinzione del Mediterraneo, e fauna selvatica come il muflone, la martora, gatto selvatico, volpe e ghiro. Questo luogo aveva una forte valenza strategica nel passato come testimoniano i nuraghi circostanti.  Lasciate le rocce, la flora e la fauna selvatiche, approdiamo a Nuoro, un capoluogo attivissimo nella promozione del territorio attraverso iniziative della Camera di Commercio come come il Distretto culturale del nuorese, una rete di attrattori materiali e immateriali per valorizzare identità, tradizione e patrimonio culturale, per sostenere crescita, innovazione e creatività: 40 realtà accomunate dalla missione culturale in una sinergia feconda che mette in relazione istituzioni e luoghi della cultura, eccellenze artigianali e sedi espositive. Come lo Spazio Ilisso (dall'omonima casa editrice qui fondata e qui tuttora attiva) contenuto all'interno di un'elegante dimora déco: le sale, una dopo l'altra, evidenziano la maestria degli scultori sardi del '900 - da Francesco Ciusa a Costantino Nivola, da Eugenio Tavolara a Gavino Tilocca. Al piano superiore che ospita le mostre temporanee, incontriamo ancora una volta Maria Lai, cui è dedicata la monografica del momento 'Maria Lai - Dall'Informale all'opera corale’ (fino al 27 novembre 2022). Da non perdere nel capoluogo il Museo del Costume, il maggiore Museo Etnografico della Sardegna, il Museo Archeologico Nazionale ‘Giorgio Asproni’, il Museo deleddiano, ospitato all’interno della casa natale della scrittrice nuorese Grazia Deledda e il MAN, museo d’arte della Provincia di Nuoro.   A Orani, poco distante, il Museo Nivola è dedicato all’artista Costantino Nivola, all’arte contemporanea, al design, al paesaggio e alle tradizioni viventi. Attualmente si presenta come un complesso culturale in cui arte, architettura e natura dialogano armoniosamente grazie anche al parco su cui sorge la struttura e all’antica sorgente Su Cantaru che si trova al suo interno e che ancora oggi ricopre un ruolo simbolico e funzionale per gli abitanti del paese. Un luogo suggestivo che documenta l’opera dell’artista, il quale si insinua nelle strade del piccolo borgo: alle pareti delle case grandi riproduzioni fotografiche ritraggono Nivola attivo nel suo paese d’origine, che oggi sta finalmente attuando un suo progetto di riqualificazione, il ‘Pergolato Village’, all’interno del quale le candide abitazioni sono unite da uno zoccolo azzurro e da un esteso pergolato.   Territorio, artigianato ed enogastronomia sono i protagonisti di un’altra iniziativa della Camera di Commercio di Nuoro: ‘Autunno in Barbagia’ è quello che ci vuole per chiudere un itinerario complesso che ha stimolato i 5 sensi e ora approva nelle cortes – i centro storici – alla scoperta di usi antichi, sapori di una volta e storia locale (da settembre a dicembre).

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