Arte e cultura
Bruno Scapini già multipremiato con le precedenti sue opere, conferma ancora una volta la particolare attualità della tematica proposta
Sergio Ferroni

Un romanzo appena uscito, presentato per la prima volta a Roma nello scorso mese di maggio, eppure “SOMNIUM, Urla dall'Universo”, edito da Calibano Editore, si è già aggiudicato il primo posto per la narrativa edita conquistando nell'edizione 2022 l'unanime verdetto della Giuria del prestigioso Premio Intercontinentale di Arte Letteraria Le Nove Muse.

                Su iniziativa dell'Associazione Culturalmente Toscana e Dintorni, del sodalizio culturale il Cenacolo Le Nove Muse e dell'Union Mundial de Poetas por la Paz y la Libertad, ha avuto luogo sabato 11 giugno a Venezia Mestre, con il patrocinio di Wikipoesia, presso l'Auditorio Candiani, la cerimonia di premiazione dei vincitori e degli insigniti. Un evento splendidamente condotto dalla Presidente del Premio, la poetessa e critico letterario di affermata fama Marina Pratici che ha saputo con magistrale tatto e acuta sapienza schierare un “panel” di personalità straordinarie e prestigiose tanto per la composizione della Giuria, quanto per l'assegnazione dei delicati incarichi rappresentativi del Premio stesso. Tra i nomi eccellenti basti citare Isabella Sordi, Presidente della Giuria, Sergio Camellini e Laura Ephrikian, Presidenti Onorari, e Hafez Haidar, Presidente Internazionale, scrittore e accademico di chiara fama di origine libanese e già più volte candidato al Premio Nobel per i Diritti Umani e la Letteratura.  In questo contesto d'eccezione, il conferimento a Bruno Scapini, diplomatico e scrittore, del “primo premio distinzione” per la narrativa edita non deve sorprenderci.  Anche con quest'ultimo romanzo “Somnium”, infatti, l'Autore, già multipremiato con le precedenti sue opere, conferma ancora una volta la particolare attualità della tematica proposta che, per i delicati risvolti geopolitici implicati e la particolare forza di coinvolgimento del racconto, in cui emergono splendidamente tessuti insieme sentimenti, passioni, ambizioni, debolezze e amore, non poteva mancare di suscitare la saggia curiosità di una Giuria incline a cogliere la “novità” della narrativa e l'originalità di una “penna” capace di allietare il lettore pur inducendolo a riflettere criticamente sulle problematiche dei nostri tempi. Tema fondante di quest'opera di Scapini è il rischio di una prossima militarizzazione dello spazio cosmico. Uno sviluppo non certo frutto di pura invenzione. Corroborato dai più avanzati esiti della tecnologia aerospaziale, il romanzo preconizza, infatti, con vivida lucidità e inusuale acutezza di analisi, l'avvento di una pericolosa fase storica. Dunque, un ulteriore scenario di confronto/scontro tra superpotenze le cui conseguenze potrebbero risultare fatali per la stessa sopravvivenza dell'Umanità.  Un azzardo romanzesco? Sì, certamente.  Ma condotto in un contesto di riferimenti veri e reali, il racconto si snoda arricchendosi di innegabile credibilità, fino a diventare un'opera di realismo fantastico, capace di sfiorare con senso pratico e convincente il contenuto di una ineluttabile predizione.           Un evento, dunque, quello della premiazione, di massimo rilievo in cui ha trovato naturale conclusione l'immane lavoro svolto con certosina cura dalla Giuria, nel valutare le tantissime opere letterarie pervenute in questa edizione del Premio.  Un concorso letterario di respiro intercontinentale che, per la particolare levatura dei giudicanti e l'alto senso di responsabilità da questi riposto nel delicato lavoro di selezione delle opere, tra l'altro speciali doti pretese da Marina Pratici per i suoi giurati, si colloca nel panorama culturale  con indubbia crescente rinomanza affermandosi come uno dei momenti più prestigiosi della cultura internazionale, nonché quale luogo di generazione e maturazione di nuovi modi dell'espressione artistica e letteraria in particolare.

Proprio per queste sue esclusive connotazioni, il Premio Intercontinentale Le Nove Muse realizza, attraverso la determinazione e l'impegno dei suoi sostenitori, il fine ultimo che una attività di promozione letteraria deve a nostro avviso perseguire: proporsi come una sorta di tracciato regolatore capace di dare all'Arte una misura di apprezzamento su scala umana e universale.

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