Arte e cultura
Mikele Abramo è un artista poliedrico che ci racconta della sua visione dell'arte in quattro semplici domande
Manuela Vannozzi

MIKELE ABRAMO nasce come cantante lirico ma questo non gli impedisce di sperimentare altre forme di espressione artistica.

Il suo definirsi come artista va ben oltre il semplice processo creativo, infatti Abramo è in continua  mutazione e con esso anche le sue creazioni, sia materiche che musicali.

Ecco in quattro semplici domande la sua visione dell'arte

 

Come definisci la tua arte?

L’idea di dover definire la mia arte mi turba profondamente: sono in continua evoluzione, in continua ricerca, se dovessi fermarmi per produrre qualcosa di definito sarebbe la fine, significherebbe che non ho altro da dire, altro da scoprire, altro da realizzare. Se la mia arte fosse definita non sarebbe più arte, ma solo artigianato o semplice mestiere. Spesso, quando progetto qualcosa, la realizzazione finale non corrisponde mai, perché in corso d’opera apporto modifiche, migliorie o trasformazioni radicali: devo sempre reinventare l’opera per farla mia, deve darmi più sapori contemporaneamente, deve saziare il mio spirito, la mia mente, il mio sguardo, e fino alla fine deve riservarmi una sorpresa. La mia arte è viva, non può essere statica, deve parlarmi e deve offrirmi varie interpretazioni e chiavi di lettura, ecco perché spesso le mie opere mostrano diversi aspetti di uno stesso tema, mettono a confronto diverse tecniche e offrono ad ogni sguardo un punto di vista diverso, sia estetico che concettuale. Nasco come illustratore grafico, disegnatore di cartoni animati e cantante lirico, e quindi amo il dettaglio, l’ironia, il gioco e l’emozione. Adoro prendermi in giro anche quando esprimo concetti seri, e cerco quindi di dissacrarli e sdrammatizzarli.

 

Che tipo di tecnica usi?

Come dicevo, amo cambiare e sperimentare.
La composizione musicale, la scrittura dei testi, l’acquerello, la china, la sabbia, il canto lirico o leggero, la matita o l’acrilico: tutto si mischia ed entra in gioco, ogni volta nasce qualcosa che non conoscevo, o un accostamento volutamente improbabile. Una performance dipinta o un quadro cantato... magari un’istallazione con ritratti trasparenti i cui protagonisti si guardano da più angolazioni intercambiabili, come nel mio ultimo progetto DiverGENTE !

 

La società in cui viviamo influisce sul tuo fattore creativo?

Si, profondamente. Tutte le mie opere nascono dal desiderio di voler cambiare comportamenti sociali che mi infastidiscono e che non accetto. Sono molto sensibile ai temi ambientali, ritengo che avere più cura e rispetto di noi stessi e del nostro mondo potrebbe seriamente migliorare la nostra società. Spesso nelle mie opere cerco di rendere palesi situazioni che la massa non osserva per superficialità, ma che influiscono pesantemente nel nostro vivere quotidiano.

 

Quali prospettive evolutive prevedi nella tua ricerca stilistica?

Sto progettando uno stile che unirà le mie ... ehi ma è una sorpresa!
Non voglio rivelarla!

 

 

BIOGRAFIA 

Mikele Abramo (Roma, 1971) è un cantante lirico, musicista e grafico,
diplomato in fumetto realistico e in tecnica dell'immagine.

Attualmente è Vice Direttore e Tenore Solista del Coro Polifonico Angelicus Concentus - Roma.

Dal 2001 al 2013 è stato direttore della Corale Polifonica San Leone I di Roma, con attività concertistica in Italia e all’estero.

Nel 2013 per Francesco Impellizzeri, ha composto, musicato, arrangiato ed eseguito la performance VOCALIZZO IN SCALA C, presentata in occasione dell’inaugurazione degli studi di Scala C a Roma.

Ha creato, con Francesco Impellizzeri, “ARTE CLANDESTINA”, un originale progetto di eventi pittorico/musicali (in cui vengono messe in evidenza le carenze culturali di questo ultimo ventennio attraverso una visione critica, giocosa e propositiva) che è stato proposto inizialmente nel loro studio romano, ed in seguito ospitato presso gli studi di altri artisti a Milano, in puglia e anche dal Museo delle Trame del Mediterraneo di Gibellina (TP) le repliche dell’evento sono durate fino al 2016.

Nel 2015, con Impellizzeri, è stato ideatore e principale protagonista di “InCANTO ITALIANO”,
un video/concerto lirico realizzato per il Consolato Italiano di JEDDAH in Arabia Saudita, in occasione della Settimana della Cultura Italiana nel Mondo. Per l’occasione la galleria “La Stellina” ha curato una mostra storica sulle canzoni scelte per il concerto.

Nel 2016 ha composto, musicato, arrangiato il brano BINGO BONGO per la performance di Impellizzeri e Tomaso Binga, presentata alla Temple University di Roma durante la mostra Duplice GenerAzione, ha esposto alla tiny Biennale della Temple University, e partecipato al RAW (Rome Art Week).

Nel 2017, a Roma, è stato il protagonista della performance IL GIORNO DEL PALINDROMO curata dalla scenografa e regista Marianna Sciveres e liberamente ispirata al mondo di Magritte; ha realizzato la mostra personale “Castelli di Sabbia ed altre utopie” con performance, istallazione e opere, nel suo studio di Roma, ed ha collaborato alla realizzazione di M’ènnata un’idea, Transfusioni 1 performance di Impellizzeri alla Fondazione Menna di Roma.
Ha composto, musicato e arrangiato il brano Walking Man per l’omonima performance di Impellizzeri, presentata al 50° anniversario della Temple University di Roma.

Ha esposto alla collettiva EsquilinArte nella Galleria TRA LE VOLTE, Roma e partecipato all’evento InnovAzioni in Scala C.

Nel 2018 ha partecipato all’evento Ospiti in Studio organizzato insieme ad alcuni artisti del quartiere Esquilino di Roma e, nel suo studio, in occasione dell’evento BOOMERANG, ha realizzato la mostra personale “DiverGENTE”.

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