Turismo
Dopo il primo appuntamento di fine maggio, ritorna, per il secondo step, VisiTuscia, la Borsa del Turismo e dell’Agroalimentare della provincia di Viterbo.
Roberto Dionisi

 

Dopo il primo appuntamento, nel corso del quale protagoniste sono state le quattro Reti d’Impresa vincitrici del bando della Regione Lazio, ritorna, per il secondo step, come peraltro era stato già annunciato, VisiTuscia, la Borsa del Turismo e dell’Agroalimentare della provincia di Viterbo, manifestazione, promossa dal CAT – Centro Assistenza Tecnica Sviluppo Imprese di Viterbo – in partenariato con la Provincia di Viterbo e la locale Camera di Commercio. All’evento hanno assicurato il patrocinio la Regione Lazio e l’Ente Bilaterale del Turismo del Lazio, oltre alle Associazioni di categoria del Turismo. Se durante la prima fase, l’attenzione è stata concentrata sulla predisposizione di nuovi e più articolati pacchetti turistici per soddisfare le esigenze dei turisti che nella Tuscia trovano molteplici occasioni di svago, il prossimo appuntamento sarà dedicato agli operatori di settore. Nel corso della manifestazione infatti, si svolgerà un Workshop itinerante che punta a favorire l’incontro di circa 30 buyers nazionali ed esteri con un centinaio di aziende turistiche (catene alberghiere, ristoranti, compagnie di navigazione lacuale, autonoleggio e servizi) e dell’agroalimentare. La Tuscia infatti, vanta produzioni di grande rispetto come l’Olio Extra Vergine d’Oliva DOP Canino e Tuscia, le Castagne e le Nocciole dei Monti Cimini, le numerose DOC e IGT del settore vinicolo e moltissimi altri prodotti di nicchia: dalle patate di Grotte di Casto alle lenticchie di Onano, dai fagioli di Gradoli ai ceci di Valentano. Senza dire dei salumi e dei panificati. Un aspetto particolare sarà quest’anno riservato alle Terme di cui la Tuscia è particolarmente ricca. Già conosciute dagli Etruschi, quando nel 310 a.C. i romani conquistarono l’Etruria meridionale, sfruttarono le numerose sorgenti di acqua calda edificando ben quattordici Terme. Durante il medioevo il complesso termale viterbese attirò molti pontefici: da Papa Gregorio IX a Papa Niccolò V e soprattutto, Papa Bonifacio IX che frequentava queste terme per alleviare i suoi dolori articolari. I centri termali aperti al pubblico sono oggi quelli del Parco del Bullicame, del Bagnaccio e le Piscine Carletti cui si aggiungono due stabilimenti, moderni e super attrezzati: le “Terme dei Papi” e il “Pianeta Benessere”, entrambi di elevata qualità sotto tutti i punti di vista. “Siamo giunti alla XI edizione, dichiara Vincenzo Peparello, presidente del CAT e ideatore di VisiTuscia, e il consenso riscosso in questi anni è univoco. L’incrementato delle presenze sul territorio, come confermano le statistiche che danno un aumento del turismo nella Tuscia negli ultimi dieci anni di oltre il 30%, è sotto gli occhi di tutti. Riteniamo che una parte del merito debba essere ascritto a questa manifestazione che negli anni ha fatto conoscere la Regione ad oltre 150 giornalisti della stampa turistica e ad oltre 300 operatori del settore.Tale attività, conclude Peparello, conferma la validità e la strategia del VisiTuscia divenuto ormai un evento fondamentale per l'economia del territorio Viterbese”.

 

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