Arte e cultura
Il pittore si racconta a LN INTERNATIONAL
Elena Parmegiani

Mauro Russo nasce in Calabria nel 1981 si è formato artisticamente presso l’Istituto Statale d’Arte di Vibo Valentia e successivamente all’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria approfondendo lo studio della pittura classica e dei maestri antichi. Nel 2005 si trasferisce a Milano dove si abilità per l’insegnamento delle discipline grafiche e pittoriche all’Accademia di Brera. La professione di insegnante lo porta in diversi licei artistici della Lombardia. Espone le sue opere in Italia e all’estero dove conosce numerosi artisti contemporanei. Attraverso l’operazione pittorica Russo mette a fuoco la conoscenza di molteplici tecniche, schemi compositivi e tonali che egli costantemente estrapola
dalla realtà come un infinito pentagramma da leggere.

Come nasce in lei la vocazione per la pittura?


L’ interesse per la pittura e il disegno sono sorti in me credo poco dopo l’infanzia, ancora prima di iniziare a disegnare ricordo di aver passato intere giornate ad osservare il mutamento degli aspetti climatici, come il passaggio delle nuvole spinte dal vento o il mare in tempesta di inverno. Credo fermamente che questo sia stato il mio vero inizio del contatto con il “demone” dell’ Arte. Tento di spiegarmi meglio sul perché reputi questo atteggiamento mio all’osservazione come prima attrazione verso la natura poiché in età successiva tramite i miei studi potendo approfondire la stessa scoprendo con stupore che la natura è maestra o per lo meno cosi lo è stato per me e lo continua ancora ad essere. In quanto all’ espressione “ demone” il significato è: catturato, poeticamente parlando come da un essere spirituale che ti chiama incessantemente all’operare attraverso l’osservazione della realtà per generare una mia di realtà, che poi per mezzo di un dipinto diviene realtà di chi lo osserva.

Quali studi ha intrapreso?

All’ età di quattordici anni mi iscrissi all’Istituto Statale D’ Arte Domenico Colao di Vibo Valentia sotto la mirabile guida del Prof. Giuseppe Pontoriero Luzzaro, noto pittore calabrese ed aviatore. Concludendo gli Studi superiori iniziai a frequentare l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria dove ho approfondito lo studio dell’Arte classica antica e della pittura di paesaggio, concludendo i cinque anni di Accademia mi abilito all’insegnamento delle discipline grafiche e pittoriche all’Accademia di Brera a Milano.

Tra le mostre italiane quali sono state di maggior prestigio?


Ne potrei citare tante, poiché ogni esposizione anche quelle nei piccoli centri principalmente nel meridione di Italia mi hanno lasciato tanto per via del contatto con la gente.
Tra le esposizioni importanti vorrei ricordare la mia partecipazione con una opera nel 2005 alla Biennale Internazionale d’Arte di Monterosso Calabro insieme allo scultore Simon Benetton. Nel 2010 ho esposto alla collettiva di pittori Italiani e stranieri alla Galleria Gabriele Cappelletti in via Brera a Milano. Mostre all’ estero collettive d’ Arte a Londra nel 2009 e Barcellona nel 2012.


C’è un leitmotive nei suoi soggetti e nelle sue pitture?


Non credo di avere un leitmotive, mi interessano soprattutto i paesaggi le figure e le nature morte, o tutti i pretesti che mi fanno mantenere un pittore figurativo nell’epoca dove c’è assolutamente bisogno a mio avviso di un ripristino della forma e dell’uso del colore, non per discreditare la pittura informale anzi, me per rilanciare un soffio di aria nuova pittoricamente parlando attingendo dalla natura che e’ sempre stata carburante per generazioni di artisti nei secoli.

Un suo sogno nel cassetto e un suo progetto futuro?

Il mio sogno nel cassetto e’ quello che, pur  spendendo una intera vita, di poter inserire anche una sola tessera nel grande mosaico dell’Arte.In quanto al mio progetto futuro ne avrei tanti, ma il principale è quello di iniziare un tour espositivo per fare conoscere la mia pittura in giro per il mondo.

C’è un pittore che ammira in particolar modo se è si perché?


Devo dire che di pittori e di artisti in generale ne ammiro e ne aprrezzo tanti incessantemente tutti i giorni da quando ero ragazzino ormai, ma se proprio devo citarne uno direi che mi sento da sempre legato al Post-Impressionista Francese Paul Cezanne, Poiche in lui ammiro la forte ed esemplare capacità di sintesi della natura con uno spiccato senso cromatico, che a mio avviso ancora oggi a un secolo dalla sua morte credo che serva da carburante anche per le generazioni di pittori futuri.

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