Territorio
Molinario e Rizzo: “Inutile creare allarmismo. Insegniamo a grandi e bambini come comportarsi per evitare inutili rischi per noi e per gli animali”
Sergio Ferroni

Nelle prime settimane di primavera ogni anno si torna a leggere articoli sui “pericoli” delle vipere, che sembrerebbero minacciare le aree con più verde della Capitale mettendo a rischio l’incolumità di cittadini e di altri animali, come i cani. Ma davvero è così?

Nelle zone di campagna o in cui sono presenti molti prati è normale che vi siano dei rettili, come gechi, lucertole e anche alcune specie di serpenti e vipere. Non è ‘colpa’ di nessuno, né tantomeno dell’Amministrazione Pubblica, è solo la natura.” – Commentano Barbara Molinario, che è da anni molto attiva nella promozione della sostenibilità e della salvaguardia dell’ambiente, e Giuseppe Rizzo.

Ciò che, invece, rappresenta una mancanza dell’Amministrazione Comunale e un suo venir meno ai propri doveri è l’incuria con cui viene trattato il verde urbano, che fa sì che l'erba cresca a dismisura, rendendo non solo impossibile ai cittadini di fruire di questi spazi, ma anche molto difficile scorgere tra le piante la presenza di un animale potenzialmente pericoloso. Più che fare titoli allarmistici o puntare il dito credo che il comune dovrebbe attivarsi nella stesura di piani di manutenzione pluriennale, oltre a prevedere campagne di informazione rivolte a tutta la popolazione, per spiegare come comportarsi in caso di incontro inaspettato con questi animali, anziché spingere le persone ad ucciderli. Forse non tutti sanno che diverse specie di vipere sono annoverate tra quelle in via di estinzione, e come tali sono considerate protette”.

Una maggior cura degli spazi verdi permetterebbe una miglior convivenza di tutte le specie animali, poiché raramente le vipere si spingono in giardini molto frequentati e in cui sono di frequente presenti giardinieri per operazioni di sfalcio o potatura.

Ma ciò che davvero aiuterebbe i cittadini è promuovere una maggior conoscenza di questo animale.

Innanzitutto, individuare i tratti caratteristici che distinguono le vipere dagli altri serpenti, come la lunghezza inferiore al metro (mediamente tra i 60 e i 75 cm), il corpo tozzo e la testa triangolare con il muso rivolto all’insù,il colore tendenzialmente bruno- rossastro scuro, con sfumature e tratti che variano da specie a specie, e la pupilla stretta (tratto che, per, se riesci a scorgere con certezza, forse sei ormai troppo vicino).

Il veleno delle vipere italiane solitamente non è letale per gli adulti, mentre può esserlo per bambini, anziani con malattie croniche o debilitanti e alcuni animali. Può, comunque, portare a gravi complicazioni per via della sua azione emotossica che crea coagulopatie, per questo è necessario intervenire il più presto possibile.

Malgrado quel che si pensi, la vipera non è di per sé un animale aggressivo, si muove con movimenti lenti e morde solamente se infastidita, calpestata o attaccata. Come tutti gli animali a sangue freddo, dorme molto e spesso, evita i movimenti non necessari per non disperdere inutilmente calore corporeo. Se ci si trova in zone in cui possono essere presenti delle vipere, è bene evitare alcuni comportamenti a rischio, come spostare o sollevare grossi massi, sotto i quali potrebbero essere arrotolate a sonnecchiare, o andare in mezzo all’erba alta senza adeguate protezioni.

Molinario e Rizzo hanno contattato un veterinario, il dottor Camillo Frola, chiedendogli come comportarsi in caso di incontri indesiderati e attacco, ad esempio, al nostro amico a 4 zampe: “Quando ci si imbatte in una vipera, basta allontanarsi oppure sbattere i piedi o un bastone, così da fare rumore, e lei si allontanerà. Qualora il vostro cane venga morso accidentalmente dovreste mantenere la calma, sciacquare la parte interessata con acqua e, se potete, fasciare la parte dall’alto verso il basso se riguarda una zampa, togliere il collare se morso sul collo. È importantissimo non far camminare il cane.Prendetelo in braccio e portatelo al centro veterinario più vicino.”

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