Economia e finanza
Le imprese si potranno rifinanziare senza aiuti di Stato e il credito si libererà di una zavorra da 170 miliardi.
Elena Parmegiani

l fondatore del think tank scrive pat La Stampa : “Le imprese si potranno rifinanziare senza aiuti di Stato e il credito si libererà di una zavorra da 170 miliardi. Le modifiche si potranno inserire nel decreto sostegni bis.Questa dovrà essere la strategia per fare in modo che il primo luglio le normative dell’Eba (European banking authority)  sui debiti in moratoria non creino un corto circuito devastante per i bilanci delle banche e per la concessione quindi di nuovi prestiti alle imprese. Isabelle Vaillant, responsabile della Vigilanza dell'Eba, ha infatti confermato nei giorni scorsi che non verrà prorogata la sospensione della normativa sulla cosiddetta Forbearance (tolleranza). In estrema sintesi questo significa che anche la semplice moratoria deve prevedere da parte dell'istituto bancario un accantonamento già consistente (tra il 7 ed il 10%) dell'importo complessivo: una mazzata per i bilanci aggravata dal fatto che l'azienda verrebbe marchiata come debitore in tolleranza senza alcuna possibilità di ricevere nuovi crediti.

Insomma, un vero e proprio disastro... Come evitarlo? In questo caso la soluzione fortunatamente può essere a portata di mano. Il fondo centrale di garanzia già prevede la possibilità di assicurare i rifinanziamenti: la norma è ottima perché da la possibilità di avere allungamenti dei prestiti a 15 anni con i primi 2 di preammortamento (l'impresa non deve restituire niente per i primi 2 anni). Peccato che la garanzia è all’80% e dentro il regime del de minimis che, senza entrare in troppi tecnicismi vuol dire con le vecchie regole dell'Unione Europea e quindi con dei limiti all'ammontare dei finanziamenti erogabili.La proposta quindi è semplice e concreta: trasformare tutte le moratorie in prestiti rinegoziati, portando la garanzia al 90% e fuori dal de minimis ma dentro le nuove normative sul temporary Framework come sono tutte le garanzie al 90 o 100% concesse in questo anno: questo permetterà ad ogni impresa di rifinanziarsi senza che questo sia considerato aiuto di Stato e di risolvere in un colpo solo il macigno dei 170 miliardi di moratorie ancora in essere. Gli imprenditori per 2 anni non dovrebbero restituire nemmeno un euro, avendo così il tempo di risanare le proprie aziende con serenità e poi riprenderebbero con rate molto piccole perché spalmate a lunghissimo termine.In sintesi, la classica soluzione che si ha davanti agli occhi ma che non si vede: ad oggi infatti tutte le proposte puntano a fare ancora prolungare le moratorie dal Governo ma fanno i conti senza l'oste, cioè l'Eba. L'ultima proposta inserita nella bozza del decreto sostegni bis prevede infatti di estendere le moratorie fino a fine anno solo per la parte di quota capitale, rimborsando invece gli interessi. Questa rappresenta la classica ‘soluzione all'italiana' che non impedirà affatto agli ispettori dell'Eba di forzare le banche a riqualificare in Forbearance queste moratorie, con il logico ragionamento che il rimborso dei soli interessi non dimostri la capacità di  restituzione sapendo benissimo che la parte preponderante della rata è quella relativa al capitale. Ricordo che Isabelle Vaillant ha infatti chiaramente dichiarato come, giusto o sbagliato che sia, le moratorie rinnovate siano sui prestiti più rischiosi e le banche dovranno quindi tempestivamente far emergere le inadempienze e non lentamente! Insomma dal primo luglio l'Eba non ci farà sconti.

Bisogna quindi agire ora, subito, inserendo le modifiche alla già ottima norma sulle rinegoziazioni dentro il decreto sostegni bis, in modo da avere un paio di mesi di anticipo per iniziare e completare tutte le rinegoziazioni.  Non ci sarà nessun piano B.

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