Enogastronomia
si è appena tenuta l'inaugurazione di F.I.C.O. in un enorma parco agroalimentare a Bologna
Nicoletta Gandolfi



F I C O   Fabbrica Italiana Contadina


E' stato da poco inaugurato Fico (Fabbrica Italiana Contadina) a Bologna , il parco agroalimentare attualmente più grande al mondo fortemente voluto da Oscar Farinetti fondatore di Eataly.

LaDisneyland”del cibo, si espande su 2 ettari di campi e stalle all'aria aperta,nella zona del Caab (Centro agro alimentare di Bologna) .

E'una scommessa, che punta a raccontare le eccellenze agroalimentari e la biodiversità italiana in grande scala: 150 aziendecoinvolte; 40 fabbriche alimentari che producono carni, formaggi,pesce, pasta, dolci; sei giostre educative a tema; 47 punti diristoro; un centro congressi da mille posti; sei aule didattiche; unteatro; un cinema che sarà gestito dalla cineteca di Bologna;500 biciclette disegnate apposta per Fico dalla Bianchi perpercorrere la pista ciclabile centrale; 22 campi coltivati; unatartufaia; 200 animali all’aria aperta; 2 mila “cultivar”;botteghe, bazar, mercato e aree dedicate a sport, bambini, servizi elettura. Il tutto spalmato su 10 ettari, di cui otto al coperto.

Lamission di Fico è quella di voler raccontare l’eccellenzaenogastronomica e l’unicità dell’agroalimentare italiano,mostrandole tradizioni locali, la cultura del cibo di alta qualità e lecompetenze delle persone che lavorano nelle filiere agroalimentari.

Comesostiene Tiziana Primori, Ad di Fico Eataly World :“ Fico èun luogo, prima di tutto, di verità, quanto lo è laterra e lo sono i suoi prodotti e valori.”

E'orti, campi, un museo della civiltà contadina.... poiallevamenti,....40 aziende di produzione etrasformazione dallaSicilia alla Romagna e al Piemonte....poi ristoranti e chiostritematici”.

Sievidenzia così l’unicità del nostro territorio e delnostro clima, e della capacità di chi sa curare, trasformare ecucinare i prodotti agroalimentari.

Sipotrebbe riassumere quella di FICO Eataly World come unapalestra di educazione sensoriale al cibo e alla biodiversità,dove le eccellenze dell'agroalimentare e dell'enogastronomia italianasono presentate e narrate dalla nascita nella terra fino all'arrivonel piatto e nel bicchiere.

Trale migliaia di visitatori presenti già il primo giorno diinaugurazione, vi erano molti autoctoni orgogliosi che questaimportante realtà sia stata inserita a Bologna.

Circa17.000 il numero di visitatori previsti giornalmente.

Sitratta di un progetto sicuramente di grande importanza nel camponazionale che ha visto un’ampia organizzazione oltre che lapresentazione da parte del presidente del Consiglio Gentiloni , di ministri, del Sindaco e di esponenti della Regione dei Consorzialimentari oltre che del Patron Farinetti.

Un’importante risposta da parte del pubblico che si è presentatogeneralmente entusiasta ed incuriosito anche se con ancora situazionidi scomodità:

dauna parte il discorso specifico sulla viabilità cittadina chein qualche modo si è intensificata esponenzialmente creando problematiche di intensificazione di traffico soprattutto nelpercorso di raggiungimento tramite tangenziale, dall' altra lamancanza di segnaletica adeguata sia esternamente agli stabilimenti(nelle aree cioè di parcheggio), sia internamente ( qui sidenuncia una parziale mancanza di adeguate indicazione dei percorsi edelle aree sicuramente meglio identificabili tramite l’utilizzo dimappe scaricabili da internet o dal sito di Fico stesso).

Ampieanche le proteste da parte di ambientalisti oltre che da parte degliattivisti nella giornata dell’ inaugurazione.

Ilprogetto di Fico, partito nel 2012, fin dalla sua nascita èstato accompagnato da critiche sulla gestione e sul businessdell'imprenditore piemontese.



Inseno al progetto è nata persino la Fondazione Fico, presieduta da Andrea Segré (a cui partecipano le università diBologna, Trento, Suor Orsola Benincasa di Napoli e l’Universitàdi Scienze Gastronomiche di Pollenzo) che si occupa, fra le altrecose, di promuovere un consumo consapevole, originato certamentedalla conoscenza attenta della qualità dell’ambiente in cuiil cibo si produce, oltre che di quella dove si consuma. Un tastodolente èla presenza di uno dei più grandi inceneritoridell’Emilia Romagna (attivo dal 1973) a un km e mezzo di distanzadalla struttura.

Aridosso dell’apertura di Fico, tiene banco invece la questione dellavoro: «Fico Eataly World», ha dichiarato semprel’amministratore delegato, Tiziana Primori «vuole essere unmodello anche per il mondo del lavoro perché occupa circa 700addetti, in buona parte giovani, che diventano quasi 3 mila conl’indotto. È una piattaforma imprenditoriale che unisce Norde Sud Italia, piccole e grandi imprese per promuovere il made inItaly nel mondo a beneficio di tutto il Paese».

Masu questo punto, c’è chi non è d’accordo,comealcuni collettivi bolognesi.

Polemicheinfine anche sul fronte dei trasporti.

Trenitalia,partner del Parco, garantisce una rete di collegamenti ferroviariarrivando fino a 228 corse regionali al giorno e più di 180treni a media e lunga percorrenza. In più, a scongiurare ilpericolo “cattedrale nel deserto”, vista la zona periferica incui è collocata Fico, ci penseranno i sette bus navettadedicati, destinati a fare la spola tra il parco, la stazione diBologna Centrale e il centro storico. Ma a finire sotto il tiroincrociato delle critiche è stato l’alto costo della navettaTper: 5 euro la tariffa singola, e 7 andata e ritorno.

Einfine cosa dire dell'immagine architettonica?

Sicuramenteil progetto è funzionale: gli spazi sono stati benorganizzati, con impianti e strutture adeguate.

Sipoteva creare, a parere della srivenyte, un'immagine architettonicadi richiamo, con un design di forte impatto, pur rispettando gliinvolucri esistenti.

Perfare un esempio provocatorio: inserire all'interno una grande mela, oun grande FICO dentro cui entravano i fruitori...





Nicoletta Gandolfi

Architetto e Giornalista. Ordine degli Architetti n. 2610 - Ordine dei Giornalisti n.156485 L’ Arch. Nicoletta Gandolfi si è laureata in corso in Architettura presso l’Università di Firenze nel '94 con votazione 100/100, in indirizzo storia e restauro. Successivamente ha conseguito l’abilitazione all’esercizio della libera professione presso l’Università degli studi di Firenze e da allora svolge la libera professione. E' iscritta all'Ordine degli Architetti, pianificatori e paesaggisti di Bologna dal 1995. www.nicolettagandolfi.com

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