Turismo
Raccolta di luoghi inaspettati e meno conosciuti di Bologna.
Nicoletta Gandolfi

Bologna è una città che ha una storia molto antica e che spesso ad un attento occhio nasconde “tesori”,architetture e luoghi interessanti, pieni di storia. Meno conosciuti delle architetture o dei monumenti che hanno resa Bologna unica e riconoscibile nel mondo, ma altrettanto fondamentali e affascinanti.

L’estate può essere un buon periodo per trovare un po’ più tempo per scoprire questi luoghi unici.

Vediamone solo alcuni perché l’elenco sarebbe estesissimo:

Nel 1943 Bologna rappresentava il più importante nodo ferroviario italiano. A Santa Viola c’era la stazione di trasformazione e smistamento della energia elettrica che riforniva le linee ferroviarie che convergevano sulla città: la sua distruzione avrebbe arrecato notevoli difficoltà ai tedeschi e, insieme ad attacchi mirati in altri nodi di queste infrastrutture, avrebbe potuto addirittura interrompere il traffico ferroviario. Il destino di Bologna era segnato: la sua distruzione divenne obiettivo strategico del Comando alleato per le operazioni nel Mediterraneo.

Sotto le strade e le piazze che attraversano buona parte di Bologna e che tutti i giorni una moltitudine di persone percorre, esiste un enorme patrimonio storico e archeologico. Proprio l’abbondanza, la lunghezza, le dimensioni e la bellezza di queste che possono essere definite legittimamente e a pieno titolo “architetture urbane sotterranee” collocano la nostra città tra le più importanti e suggestive città sotterranee a livello mondiale. Tra queste architetture sotterranee assumono grande rilievo i sotterranei legati alla Seconda Guerra Mondiale,consistenti in rifugi per civili e militari, ricoveri, comandi militari,depositi e quant’altro, spesso ricavati da strutture antichissime.

In quei lontani anni di guerra, al giardino del Guasto, nelle 25 gallerie anti bomba, nei rifugianti crollo, nelle 15 trincee antischegge, nelle 50 tubolari in prefabbricato e nei tantissimi altri rifugi in città ricavati tra le fondamenta di un palazzo privato o pubblico, da scantinati dai muri possenti, da antri, caverne e daglialtri locali si cercava di garantire almeno un’illusione di sicurezza a 30 mila persone in cerca di scampo.

Adesso, settant’anni dopo quei drammatici giorni, si può visitare il rifugio sotto il giardino del Guasto dedicato al pilota di aerei da caccia Loris Bulgarelli.

Un altro luogo magico,da non perdere sono i Bagni di Mario. Non bisogna lasciarsi ingannare dal nome:evoca un ambiente termale ma non è mai stato utilizzato come spazio per il benessere. Durante la seconda guerra mondiale fu utilizzato come rifugio antiaereo e fino a pochi anni fa la sala era completamente invasa da terra e detriti. La costruzione fu portata a termine da Tommaso Laureti (lo stesso che ideò la fontana del Nettuno di piazza Maggiore) nel 1567, che la eseguì su ordine di Papa Pio IV. Il nome popolare "Mario" fu dato in memoria di un console di origini plebee. Una scala di pietra conduce sotto terra per 40 metri. Si ha la sensazione di accedere ad un tempio, con le pareti ornate da affreschi e bassorilievi, corrosi dall'umidità ma non per questo privi di fascino. L'immersione nel passato è completata da eleganti giochi di luce provenienti da un lucernario posto sul soffitto a cupola, che permette la circolazione dell'aria.

Un'altra perla è villa Guastavillani, voluta dal cardinale Filippo Guastavillani, nipote del papa Gregorio XIII, nel 1575 dalle dimensioni grandiose, sul colle di Barbiano (oggi di proprietà dell'Università). Colpisce la stanza ipogea naturale, unacuriosità storica architettonica ancora quasi intatta. Nella gran sala sotterranea c’erano un tempo giochi d'acqua, alimentati dagli acquedotti che portavano l'acqua raccolta con gallerie sotto il colle vicino.

Altro luogo molto interessante, ma purtroppo non tanto rinomato è Il Museo di Palazzo Poggi,nel cuore del quartiere universitario bolognese, è uno dei maggiori musei storico-scientifici d'Italia, eppure uno dei meno conosciuti. Al suo interno ospita i laboratori e le collezioni dell'antico Istituto delle Scienze, laprima istituzione pubblica italiana dedicata alla ricerca e alla formazione scientifica. Le sale dell' ex Istituto, in cui si insegnavano nel settecento materie come l’astronomia e l’anatomia, ospitano anche capolavori della pittura cinquecentesca in area padana, come i dipinti murali di Pellegrino Tibaldi, Prospero Fontana ed Ercole Procaccini. Se si decide di visitare questo bellissimo museo, si segua il percorso partendo dall'Aula intitolata a Giosuè Carducci e si prosegua per le stanze che ospitano le collezioni di modelli di navi costruite dal XVI sec. in poi, per poi passare nei laboratori di fisica sperimentale e nelle stanze che espongono antichi preparati ostetrici.

Da segnalare anche, su via Indipendenza, l’Hotel i Portici, che conserva al suo interno i resti di un antico teatro e di una ghiacciaia sotterranea. Il teatro Eden , che tra fine ‘800 e i primi del ‘900 era l’antico café chantant Eden Kursaal, punto di riferimento del varietà bolognese in cui si esibivano i più famosi attori dell'epoca, è rimasto chiuso per decenni e riportato agli antichi splendori grazie al restauro dell'edificio che lo ospita, Palazzo Maccaferri. Oggi il teatro, che conserva le decorazioni con affreschi Liberty originali in stile Belle Epoque, ospita un ristorante premiato con la Stella Michelin 2013.La conserva sotterranea, invece, faceva parte del complesso della Rocca di Galliera, una cittadella fortificata eretta 5 volte da papi e cardinali e 5 volte distrutta dai bolognesi. Dalla ghiacciaia, che oggi ospita un privè per cene galanti a lume di candela, si diramano numerosi cunicoli che vennero scavati e usati anch’essi come rifugio privato durante la seconda guerra mondiale.

Nicoletta Gandolfi

Architetto e Giornalista pubblicista. Ordine degli Architetti n. 2610 - Ordine dei Giornalisti n.156485 L’ Arch. Nicoletta Gandolfi si è laureata in corso in Architettura presso l’Università di Firenze nel '94 con votazione 100/100, in indirizzo storia e restauro. Successivamente ha conseguito l’abilitazione all’esercizio della libera professione presso l’Università degli studi di Firenze e da allora svolge la libera professione. E' iscritta all'Ordine degli Architetti, pianificatori e paesaggisti di Bologna dal 1995.

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