Turismo
Immersa nel verde, Gubbio è una delle attrazioni turistiche più belle del centro Italia.
Maria Teresa Mattogno

Nell’area Nord-Orientale dell’Umbria, al confine con le Marche, si estende il territorio del comprensorio turistico di Gubbio, un piccolo gioiello immerso nella bellezza della natura, tra preziosi tesori artistici, in un armonico connubio tra paesaggio, storia e cultura.

Tra i luoghi di maggior interesse figura, senza dubbio, la scenografica e panoramica Piazza Grande, che ospita il simbolo della città, ovvero Palazzo dei Consoli, realizzato in perfetto stile gotico, e il Duomo, imponente chiesa e tesoro artistico di Gubbio.

Da visitare assolutamente anche la Casa di S. Ubaldo, casa torre risalente al periodo compreso tra Duecento e Trecento, dove ha vissuto il Santo Patrono.

Impossibile non notare anche il Teatro Romano (I secolo a. C.), restaurato tra l’Ottocento e il Novecento, tutt’oggi palcoscenico per spettacoli classici.

Con la funivia, invece,  si può raggiungere e ammirare la Basilica di Sant’Ubaldo, collocata sulla cima del Monte Ingino (908 s. l. m.), che custodisce le spoglie del Santo e i famosi ceri.

E’ d’obbligo anche una visita alle antiche botteghe di fabbri sparse per il paese, dove è ancora possibile veder lavorare a mano materiali incandescenti.

Non si può visitare Gubbio e andare via senza prendere la “patente da matto”. Gubbio è infatti tradizionalmente definita la “città dei matti”, riferito alla proverbiale imprevedibilità degli eugubini. Una usanza tradizionale è il conferire la “patente di matto” a chi compie tre giri di corsa intorno alla cinquecentesca “Fontana dei Matti”, situata nel largo Bargello.

Per ricaricare le energie e viziarsi un po’, basta scegliere tra le tante squisitezze tipiche di Gubbio: la crescia al panaro (una sorta di focaccia salata farcita con gli affettati locali e con il friccò di agnello, anatra, pollo e coniglio), la torta al formaggio, i piatti con il tartufo, il baccalà e il brustengo, un pane fritto che può essere accompagnato con pancetta, prosciutto, salsiccia, cipolla o rosmarino. Per gli amanti dei dolci, invece, non possono mancare i Ganascioni delle Suore di Santa Lucia, anticamente offerti insieme alla Barcarola (caffè d'orzo e mistrà).

Da segnare sul proprio calendario la data del 15 Maggio, giorno della Festa dei Ceri di Gubbio, uno degli eventi più emozionanti e vissuti con maggior passione dell'Umbria e probabilmente d'Italia.

Tutta la città di Gubbio si anima in occasione di questa giornata, giovani e meno giovani si radunano in piazza vestiti con i colori dei ceraioli: giallo per il cero del patrono Sant'Ubaldo, blu per San Giorgio e nero per Sant'Antonio, con le vie della città che si riempiono di stendardi e simboli dei santi stesi ad ogni finestra o balcone.

Le origini di questa festa affondano le radici nei secoli e sono state oggetto di numerosi lavori di ricerca. L'ipotesi più verosimile, nonché la prediletta dagli eugubini stessi, è invece riconducibile alla figura di Ubaldo Badassini, Vescovo di Gubbio nel XII secolo ed oggi Santo Patrono della città. Sant'Ubaldo, amatissimo dal popolo, morì il 16 Maggio del 1160, e tutti i cittadini per l'occasione compirono un pellegrinaggio con candele accese.

Da allora, la processione del transito si ripete ogni anno proprio la sera della vigilia della morte.

Gubbio è diventata ancora più nota grazie anche alle riprese della serie tv Don Matteo (location che poi si è trasferita a Spoleto) che ha visto protagonista Terence Hill nei panni di un parroco molto sensibile che, pedalando con la sua bicicletta, ci ha fatto innamorare dei paesaggi di questa meravigliosa terra.

 

Maria Teresa Mattogno

 

Maria Teresa Mattogno

Docente di lettere moderne, accompagnatrice e guida turistica si è subito avvicinata al mondo della comunicazione scrivendo con particolare interesse di soggiorni in montagna e in capitali europee. Amante della lettura e appassionata di viaggi, scrive di ciò che ogni Paese regala al visitatore specializzandosi in tematiche di turismo culturale, ambientale ed enogastronomico.

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