Arte e cultura
Si parte con l’inaugurazione di due sale, la sede del Museo è all’interno del complesso di Santa Maria Novella
Sergio Ferroni

MUNDI: apre a Firenze il MUseo Nazionale Dell’Italiano

Sarà inaugurata a Firenze, presso l’ex monastero della Santissima Concezione, all’interno del complesso di Santa Maria Novella, una prima sezione del Museo Nazionale dell’Italiano: due sale permetteranno di scoprire l’origine e l’evoluzione della nostra lingua, a partire da alcune iscrizioni provenienti dal Museo Nazionale Romano, dal Parco Archeologico di Pompei e dal Museo delle Civiltà, passando dalle prime testimonianze in volgare come il “Placito capuano”, all’opera di Dante che fissa la lingua del “sì” fino al manuale culinario di Pellegrino Artusi. L’allestimento – che arriverà a coprire oltre 2.000 mq di esposizione – spiega il rapporto dell’italiano di oggi con i dialetti e le minoranze linguistiche e la diffusione della lingua di Dante in tutto il mondo, veicolata dall’emigrazione e da un immaginario di simpatia che la lingua aggrega.  Il progetto – finanziato dal Ministero della Cultura su impulso del ministro Franceschini – è promosso dall’Accademia della Crusca, dall’Accademia dei Lincei, dall’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, dall’ASLI (Associazione per la Storia della Lingua Italiana) e dalla Società Dante Alighieri. Si tratta di uno snodo fondamentale all’interno di un percorso avviato da tempo: nel 2003 venne organizzata dalla Società Dante Alighieri la grande mostra Dove il sì suona, inaugurata agli Uffizi dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e replicata ancora oggi in diversi paesi del mondo. Il MUNDI sottolinea il rapporto con il latino, lingua madre, ma nello stesso tempo rimanda all’italiano come lingua del mondo, ricordando come il patrimonio linguistico italiano sia considerato un bene culturale di interesse internazionale.

Il Comitato scientifico è coordinato da Luca Serianni e composto da Giuseppe Antonelli, Francesco Bruni, Michele Cortelazzo, Paolo D’Achille, Nicoletta Maraschio, Marco Mancini e Lucilla Pizzoli.

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