Arte e cultura
Le opere di Bolognesi si possono definire semplicemente con un aggettivo: emblematiche.
Sergio Ferroni

Il 21 maggio nuovo appuntamento con lo Studio CiCO (Via Gallese 8, Roma) di Cinzia Cotellessa. Stavolta a tenere banco sarà Ercole Bolognesi, un artista che si è imposto nella prima edizione della mostra-concorso internazionale di Arte Contemporanea Space One.  L'artista spazia da soggetti concreti, come i ritratti, ad impossibili e surreali visioni spaziali, da astratti con velate suggestioni a concettuali invece strapieni di suggestioni... Bolognesi sfrutta appieno l'arma della metafora e la trasforma in un veicolo privilegiato del suo pensiero: ogni particolare delle sue opere, ogni tratto, ogni pennellata acquista un significato che travalica la singola tela, diventa paradigma di un modo, assolutamente unico, d'intendere l'arte.  Ogni sua opera ci "parla" con il linguaggio specifico dei sogni? Con quello di una raffinata esegesi intellettuale? Con la cruda violenza dell'istinto? Sì, sì ed ancora sì: con tutti questi linguaggi ed anche di più, con la mediazione tra essi, la difficile equidistanza che solo un'artista di vaglio sa produrre. Occorre una sagacia speciale per poterlo fare, occorrono idee chiare, il gusto sottile della trasmissione di un messaggio cifrato, la capacità di metterli insieme senza scadere nell'ovvio, mantenendo quel miracoloso equilibrio che non è da tutti possedere. Sono pochi gli artisti che riescono in questa operazione delicata, condotta quasi sul "filo del rasoio": è facile, troppo facile fare un passo falso e pregiudicare il proprio percorso artistico, la "strada" faticosamente e finalmente conquistata, il proprio spazio peculiare, lo stile di comunicazione visiva da tutti bramato e da pochi effettivamente conquistato.

Chi sa  "vedere" e "scrutare" in un opera d'arte riconosce subito questa capacità in Bolognesi. Il difficile sarà mantenerla anche in futuro, superando i momenti di "vuoto" che puntualmente ogni artista deve affrontare durante la sua produzione, ma si può essere sicuri che la lunga militanza e le difficoltà lo hanno temprato anche per questo.  Presenterà la mostra la nota critica d'arte Mara Ferloni, maestra nel decrittare ed illustrare anche l'artista più complesso.

Autore dei testi: Domenico Briguglio

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