Salute e benessere
L’associazione si occuperà di educazione ambientale e della rimozione della fibra killer dagli istituti scolastici In Italia sono 2292 le scuole con amianto, esposti 356.900 studenti e 50mila persone tra personale docente e non docente (dati Ona)
Sergio Ferroni

L’Osservatorio Nazionale Amianto scelto dal Ministero dell’Istruzione per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu

Foto Cover:  Ezio Bonanni presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto

 

L’Osservatorio Nazionale Amianto farà parte della “Green Community del Ministero dell’Istruzione che contribuirà a realizzare la transizione ecologica prevista dall’Agenda 2030 dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. L’ONA è stato selezionato insieme ad altre associazioni per 2 progetti presentati per le scuole. Il primo prevede la realizzazione di attività di educazione ambientale con esperti, il secondo, invece, ha l’obiettivo di eleminare l’amianto dagli istituti scolastici. La piaga dell’asbesto per l’esposizione all’amianto che causa tumori e morte, e utilizzato almeno fino al 1992 (anno della sua messa al bando) nonostante se ne conoscesse la pericolosità, è ancora un grave problema in Italia. Le bonifiche sono in ritardo e l’eternit (cemento amianto) è presente ancora in numerosi edifici pubblici, perfino negli ospedali. L’Osservatorio ed il suo Presidente, avv. Ezio Bonanni, già nel 2012 segnalò il rischio amianto nelle scuole, confermato poi anche nell’ultimo rapporto ReNaM pubblicato il 14 febbraio 2022 che segnala 121 casi di mesotelioma nel personale docente e non docente. Ma è solo la punta dell’iceberg, perché l’amianto è un potente cancerogeno e provoca molte altre malattie, più comuni, e sempre, purtroppo, altamente lesive, e quasi sempre mortali.

Il quadro del rischio amianto negli istituti scolastici in Italia, secondo Ona (dati aggiornati al 2021), segnala 2292 scuole nelle quali è ancora presente amianto. La stima del numero degli studenti esposti è di 356.900, ai quali si devono aggiungere circa 50mila persone tra personale docente e non docente. C’è molto da fare perché, ad esempio, la legge 257 del 1992 che ha vietato l’utilizzo dell’amianto è ormai obsoleta. Troppe persone sono ancora oggi a rischio esposizione e non è stata realizzata una mappatura completa dei siti contaminati da cui poi partire per le bonifiche.

Per questo motivo l’Osservatorio ha creato una app apposita http://app.onanotiziarioamianto.it/, per la segnalazione delle zone in cui si trova amianto.

Il progetto dell’Ona è quello di avviare delle operazioni di bonifica per la salubrità delle scuole attraverso un sistema di incentivi statali anche tramite imprese private vincitrici di appositi appalti. Vuole anche creare una rete di tecnici, tra cui igienisti, personale medico ed esperti di organizzazione dei sistemi sociali e produttivi, in grado di sensibilizzare gli studenti sul problema amianto e altri cancerogeni in Italia, anche nella prospettiva del loro inserimento nel mondo del lavoro in un contesto di cultura di sicurezza del lavoro.  La transizione ecologica, che è l’obiettivo del Piano RiGenerazione Scuola del Ministero dell’istruzione, passa anche dalla tutela dell’ambiente e quindi anche dall’eliminazione di tutti gli agenti cancerogeni che danneggiano la salute come spiega Bonanni: “la tutela dell’ambiente e quella della salute sono indissolubilmente legate e l’una non può prescindere dall’altra”. Il compito della scuola è fondamentale: si devono educare gli studenti e renderli protagonisti del cambiamento. Con il termine “rigenerazione” viene superato anche il concetto di “resilienza”, non si tratta più di adattarsi o resistere ai cambiamenti climatici, ma è tempo di generare un nuovo modo di abitare che guardi “lontano” nel tempo e nello spazio. Nel triennio 2022-2025 le scuole potranno inserire nel curricolo di istituto, le attività relative ai temi della transizione ecologica e culturale.

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